‘Nduja di Spilinga e Cipolla di Tropea, tesoro vibonese

Assaggiare la ‘Nduja di Spilinga è un’esperienza sensoriale molto intensa. Non solo per la sua famosa piccantezza ma per la forza dei sapori e grazie alla molteplicità di usi che di questo insaccato è possibile fare: dalla tradizionale e coraggiosa possibilità di spalmarla sul pane (magari insieme a qualche saporito formaggio calabrese), oppure come semplice ingrediente a freddo sulla pasta, con l’aggiunta di un po’ di olio extravergine di oliva. O ancora come base ricca di personalità per vari sughi.

La “Nduja”, il cui nome potrebbe derivare dall’arrivo della lavorazione della salsiccia francese (Andouille) in epoca napoleonica, è originaria dell’Altopiano del Poro e del piccolo comune di Spilinga, territorio ricco di grotte (le “spelonche” sono probabilmente all’origine del nome) in provincia di Vibo Valentia. Si tratta di un preparato basato sulla lavorazione e l’impasto delle parti grasse del maiale con la consistente aggiunta di peperoncino piccante calabrese.

Se dunque la ‘Nduja non l’avete mai assaggiata l’avrete comunque sentita nominare. Eppure non è stato ancora possibile ottenere la certificazione di qualità UE, nonostante la Calabria vanti decine di prodotti Dop e Igp, tra i quali esistono formaggi (come il Caciocavallo e il Pecorino) e numerosi salumi. Lo stesso territorio vibonese (fino al 1992 ricompreso insieme al crotonese nella provincia di Catanzaro) rientra nell’areale “di Calabria” del Capocollo, della Pancetta, della Salsiccia e della Soppressata; tutti Dop dal 1998. Evidentemente la presenza della ‘Nduja di Spilinga non sfigurerebbe affatto.

E proprio a Spilinga, in località Lariati, troviamo l’Azienda “’Nduja San Donato” che, come dimostra il nome, fa della produzione e della promozione di questo gustoso insaccato, il cuore della propria attività artigianale (ma si possono acquistare altri prodotti tipici). L’attenzione a tutti i particolari, a partire dalla rigorosa selezione di peperoncino calabrese di produzione locale, per arrivare alla scelta dei maiali, è il marchio distintivo dell’azienda.

E poi questa terra gode di un altro tesoro. E’ infatti anche la patria della rinomata Cipolla Rossa di Tropea (Igp vibonese dal 2008 insieme alle province di Catanzaro e Cosenza). Introdotta forse dai Fenici, questo pregiato alimento ha un sapore tendenzialmente dolce adattabile a numerosi piatti. Ottima nei sughi a base di “’Nduja”; d’altro canto Spilinga dista solo una ventina di chilometri da Tropea.

Azienda agricola di Santa Domenica di Ricadi, luogo non lontano dalle spiagge bellissime della Costa di Capo Vaticano, “Delizie Vaticane di Tropea” fa della cipolla rossa locale il proprio prodotto di punta. Ma non mancano nemmeno preparati di melanzane o olive, marmellate e confetture, gustosi sughi pronti e anche la stessa ‘Nduja di Spilinga. Infatti il vibonese trae molte delle proprie prelibatezze dalle campagne e dalle colline dell’entroterra, facendo non a caso parte anche degli areali di Clementine (Igp dal 1997), Liquirizie (Dop dal 2011), e Olio Evo (Igp dal 2016). Tutte denominazioni che contengono il riferimento esplicito alla Calabria.