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Claudia Di Giacomi

Fornitore di vino: come sceglierlo e gli aspetti da considerare

Quando si parla di enoteche e wine bar, ma anche di ristoranti, il fornitore di vino rappresenta un alleato essenziale. Dovrebbe infatti essere un amico fidato a cui delegare un aspetto essenziale: la consulenza e la selezione del vino che si servirà ai clienti.

Scegliere un buon fornitore di vino dunque può fare davvero la differenza, decretando il successo o meno di un’attività. Inutile dire che non si risolve tutto con una questione di prezzo, dietro infatti ci dovrebbero essere altre qualità come affidabilità, sicurezza, ma anche possibilità di scoprire nuove proposte e di esplorare possibilità. Proprio per questo motivo è importantissimo scegliere un buon fornitore di vino che sia sicuro e affidabile, in grado di creare con il ristoratore o il proprietario dell’enoteca un legame sincero e forte, capace di portare al successo.

Fornitore di vino, il tuo alleato migliore

Scegliere un fornitore di vino dunque non significa semplicemente trovare corriere che garantisca un buon assortimento di bottiglia e possa consegnare il prodotto. Piuttosto vuol dire scegliere un partner che sia capace di affiancare il vinaio o il ristoratore nella sua straordinaria avventura imprenditoriale, di sostenerlo nella scelta delle etichette migliori. Che sia capace soprattutto di regalare un servizio impeccabile e professionale che vada incontro alle esigenze.

Una buona selezione di vini e una solida rete di vendita sono le base da cui partire. Andranno poi considerati altri aspetti come le condizioni di consegna e quelle di ritiro, le consulenze, i pagamenti e i servizi accessori. Un buon fornitore di vino infatti è capace di adattarsi alle necessità del ristoratore che si trova di fronte. Pensiamo, ad esempio, ad un locale che ha poco spazio in magazzino e necessità di fare dei piccoli ordini, ma frequenti.

Oppure di locali che in periodi straordinari di vendita rischiano di restare scoperti e hanno bisogno di un supporto da questo punto di vista. In sostanza un buon fornitore di vino dovrebbe possedere le giuste doti per rispondere in modo chiaro e rapido a qualsiasi evenienza, risolvendo gli imprevisti che, in un lavoro come quello della ristorazione, spesso sono quotidiani.

Abbinare vini e panini: le soluzioni migliori

“Felicità è un bicchiere di vino con un panino”, cantava Al Bano Carrisi. Ed è proprio così: oggi più che mai abbinare vini e panini è diventato una tendenza seguita da enoteche, wine bar e ristoranti pronti a offrire soluzioni innovative e trendy alla propria clientela.

Negli ultimi anni il trend dei panini gourmet e dei sandwich ha invaso la ristorazione, coinvolgendo tantissimi locali, dalle paninerie tradizionali a quelli dedicati allo street food. La formula vincente: unire panini di qualità e con materie prime selezionate a etichette selezionate.

Panini e vini, l’eccellenza italiana da scoprire

D’altronde i panini non rappresentano affatto una novità nella gastronomia italiana. Da sempre il pane, farcito in modo originale e particolare, ha costituito una specialità capace di mutare da regione a regione, puntando su sapori unici e tradizione. Basti pensare al panino con la milza da gustare in Sicilia oppure alla michetta farcita con la mortadella a Milano, sino al pane e panelle.

E ancora: il 5 e 5 a Livorno (un pane francese) oppure il lampredotto fiorentino. Per arrivare all’area di Ariccia dove è possibile gustare il panino con la porchetta, in Puglia, dove si può assaporare la puccia, sino alla Campania in cui trovare il panuozzo e il Veneto dove si trovano i tramezzini della tradizione.

Enoteche e wine bar: le regole d’oro da seguire sempre

Per moltissime persone aprire un’enoteca oppure un wine bar rappresenta la realizzazione di un sogno, legato alla passione per il vino e il buon bere. Se avviare un’attività non è semplice, tenere alta l’attenzione dei clienti e rendere il locale un luogo di ritrovo per wine lovers lo è ancora di più.

Per decretare il successo di un’enoteca sono tantissimi i fattori da prendere in considerazione. Dalla capacità di cogliere i must have a quella di costruire una propria nicchia di mercato, sino alla realizzazione della carta dei vini e al servizio: gli elementi che vanno studiati sono numerosi. Perché se è vero che oggi il vino rappresenta un trend in crescita, è altrettanto vero che il pubblico, con gli anni, è diventato più preparato e critico su questo tema. Dunque stare al passo coi tempi è essenziale per rendere davvero un trionfo la propria attività e non commettere errori.

L’importanza della rotazione delle bottiglie

La rotazione delle bottiglie da sempre un elemento essenziale in una enoteca o wine bar. Rappresenta infatti un aspetto essenziale sia per quanto riguarda il magazzino che per aspetti chiave come la fidelizzazione e l’acquisizione di clienti. I vini in cantina stanno girando? Se la risposta è no significa che la selezione è errata oppure che si sta perdendo l’interesse della clientela. Non a caso la rotazione delle etichette rappresenta un ottimo indicatore per valutare l’andamento di un locale.

Allo stesso modo è fondamentale valutare l’andamento di ogni vino. Se un’etichetta non esce dalla cantina significa che qualcosa non funziona. Dietro questo avvenimento ci potrebbe essere la perdita del target di riferimento oppure la necessità di valorizzare il vino in modo nuovo.

Dolci e vini: gli abbinamenti perfetti da fine pasto

Non c’è niente di meglio che concludere il pasto con un buon dessert, meglio se accompagnato con un bicchiere di vino. L’abbinamento dolci e vino, non a caso, è un must sia nei ristoranti che nelle enoteche dove è possibile gustare dei deliziosi dolci, sorseggiando fra un boccone e l’altro un calice.

I vini da dessert si possono suddividere in alcune categorie principali. Troviamo infatti i vini passiti, i vini aromatizzati, quelli liquorosi, gli spumanti dolci e i fermi dolci. Ogni etichetta e tipologia necessita dell’abbinamento ideale per esaltarne aromi e gusto. Scopriamo insieme come fare!

I vini passiti

Il vino passito ha un nome molto particolare che è legato al procedimento particolare di produzione. L’uva viene infatti fatta appassire, eliminando del tutto l’acqua per aumentare la concentrazione di aromi e zuccheri nell’acino. Si tratta di vini di altissima qualità IGP e DOP. Come abbinarli? Si possono assaporare con dolci a base di frutta secca, come mandorle e noci. I vini passiti sono perfetti anche con biscotti di pinoli e uvetta, con la torta di mele o la crostata di albicocche. Proponeteli inoltre con panforte, creme al mascarpone, Sacher torte oppure pasticceria secca. L’abbinamento perfetto? Con dolci altamente strutturati a base di ricotta!

Carta dei vini digitale: come crearla, con app e programmi

La carta dei vini di un’attività rappresenta in gran parte il suo biglietto da visita, sia quando parliamo di un ristorante che in riferimento a un’enoteca. Si tratta però di un’impresa che spesso non è affatto semplice. Il motivo? È fondamentale che la carta dei vini trasmetta il know how dell’azienda, tutta la passione e l’amore per il buon bere, ma anche l’immagine del brand.

Carta dei vini

Al di là delle personalizzazioni, la carta dei vini deve seguire uno specifico modello, seguendo alcune regole di base.

Il primo elemento da prendere in considerazione è il luogo. Una carta dei vini costruita nel modo giusto infatti terrà conto della zona in cui è ubicato il locale. Se si trova in un’area vinicola particolare, ad esempio, si dovranno mettere in risalto i vini del territorio. I clienti in questo modo potranno vivere un’esperienza particolare, accompagnando a una buona bottiglia, appositamente selezionata, anche prodotti tipici. Chi visita le colline di Conegliano e Valdobbiadene, ad esempio, vorrà assaporare lo spumante DOC e DOCG tipico, mentre chi si trova nelle Lange e Monferrato desidererà gustare un Barolo o un Barbera.

Un altro elemento da prendere in considerazione è la tipologia di locale e di clientela. La carta dei vini dunque dovrà essere coerente e proporzionata a questi specifici elementi. La grafica, i colori, la costruzione della lista dovranno rispettare il mood dell’attività e riflettere ciò che si vuole offrire ai propri clienti.

La scelta dei vini è senza dubbio un aspetto chiave che non va in alcun modo trascurato. Ha infatti una enorme centralità. I clienti dovranno trovare una selezione di vini che sia studiata, che racconti la qualità e la passione messe nell’attività, ma anche che sappia svelare una storia, regalare suggestioni e portarli alla scoperta di un territorio. Infine non va trascurata in alcun modo la rotazione delle bottiglie in cantina.