Santa Massenza: il borgo delle distillerie con lo stesso cognome

Un borgo di poco più di 100 abitanti, una manciata di case e di vicoli, un piccolo lago e cinque distillerie che, negli anni ’60, erano addirittura 13. Qui l’acquavite era già apprezzata nel ‘500 grazie alla produzione dalla locale “mensa vescovile”.

Ci troviamo nella frazione di Santa Massenza, provincia autonoma di Trento, nel cuore della Valle dei Laghi. Salendo dalla Piana Rotaliana, fiancheggiando le pendici occidentali del Monte Bondone, si arriva infatti nel Comune di Vallelaghi. Qui insistono il lago di origine glaciale proprio di Santa Massenza, collegato attraverso un canale a quello di Toblino. Insieme a quelli di Terlago, Lamar, Santo, Lagolo e Cavedine si delinea un paesaggio suggestivo con i Castelli di Madruzzo, Terlago e Toblino a presidiare, quest’ultimo magnificamente adagiato sullo specchio di acqua omonimo a trasformarsi in un vero e proprio luogo incantato.

La valle sente le correnti che vengono dalle Dolomiti del Brenta-Paganella ma gode anche di quelle più miti che arrivano dal Garda. Questo particolare microclima ha valorizzato una vocazione agricola nota già nelle cronache del Concilio di Trento alla metà del ‘500. Sulle colline e a ridosso delle sponde dei laghi si susseguono frutteti, uliveti, che sono tra i più a nord conosciuti; e naturalmente vigne, alle quali dobbiamo il pregiato Passito Vino Santo di uve autoctone a bacca bianca “Nosiola”, ma anche altre eccellenti bottiglie da uve Teroldego, Schiava, Rebo (vitigno nato dall’incrocio di uve Merlot e Teroldego) e altre più internazionali.

Questa conca si chiama appunto anche “Valle delle Grappe”; ed è scritto proprio sulla cartellonistica stradale. Di cantine e distillerie ce ne sono davvero tante come “Pisoni”, “Pravis”, “Toblino” ma è Santa Massenza la vera “Capitale” della grappa, dove gli alambicchi si concentrano in pochissime centinaia di metri e tutti con lo stesso cognome. Si tratta delle locali famiglie Poli che, dal XIX secolo e da cinque generazioni, sono semplicemente sinonimo di grande grappa distillata con metodo discontinuo a “bagnomaria”.

Casimiro Poliera il nome del padre di Bernardino, che ha deciso di intitolargli la produzione della piccola distilleria artigianale aperta negli anni ’20 e dove dominano grandi grappe di monovitigno e una serie di grappe aromatiche alle erbe officinali. Ottimi i vini tipici locali tra cui spiccano la Nosiola secca e uno Spumante metodo Charmat a base di uve Muller Thurgau.

L’azienda “Giovanni Poli” produce grappe dagli anni ’50, anche aromatizzate come quella buonissima alla genziana. Il figlio di Giovanni, Graziano, imbottiglia vini particolarmente apprezzati dalla critica, come l’eccellente Vino Santo, considerato tra i migliori della zona. Ottima la produzione anche di olio extravergine di oliva.

La Cantina Distilleria “Francesco” Poli vede alla guida il figlio Alessandro. Nata nel 1969, biologica dal 1998, ricorre sempre più a tecniche e principi biodinamici. Numerose le grappe, molte frutto di un grande amore per l’affinamento in legno e per le aromatizzazioni con frutta ed erbe. Tra le 21mila bottiglie di vini tipici spicca un celebrato “Vino Santo Trentino” ma anche il “Naranis”, fatto con le uve bianche Solaris e Bronner, resistentissime alle malattie e alle muffe. Tra i vitigni riscoperti anche la “Peverella”.

Maxentia” è il regno di Enzo, figlio di Valerio Poli, che al nome della località che li ospita ha anche dedicato l’azienda che discende da quella che l’avo Francesco Antonio Poli aveva fondato a fine ‘800. Oggi produce grappa in varie tipologie, distillati di frutta, oltre che i vini con le uve tipiche della Valle dei Laghi, tra cui un ottimo Passito.

Anche “Giulio e Mauro” sono i nomi di padre e figlio di cognome Poli e la loro piccola distilleria di inizio ‘900, è molto legata alla tradizione locale che, alle tipiche grappe di famiglia e ai liquori di frutta, affianca la coltivazione delle uve Nosiola, Schiava, o quella Sauvignon di una vecchia vigna di famiglia. E in più un’uva autoctona molto antica: la coriacea Negrara Trentina. La famiglia produce anche aceto balsamico e olio extravergine di oliva.

Ottima occasione per visitare tutte queste distillerie è la “Festa degli Alambicchi” che si svolge itinerante nel borgo, in occasione del “Ponte dell’Immacolata”.