Vino e arte contemporanea: artisti in vigna in Italia

Artisti in vigna: quando il vino ispira l’arte contemporanea

Il legame tra l’arte e il vino è indissolubile: sono sempre più numerosi gli artisti che si avvicinano al mondo della vinificazione. Allo stesso tempo, sono in aumento le famiglie di vinaioli che decidono di investire nell’arte e in particolare in quella contemporanea, ma perché?

Se ci si pensa bene sia il vino, sia l’arte richiedono pazienza, ingegno e creatività. Così come l’artista progetta e plasma la sua opera d’arte, nello stesso modo il vignaiolo fa crescere le vigne, raccoglie l’uva e crea il proprio vino. Un processo diverso, ma per certi versi simile ed è per questo che oggi l’arte in vigna è una vera e propria attrazione che richiama l’attenzione di tutto il mondo.

Vino e arte contemporanea: cosa succede in Italia

Per ora si può parlare ancora di una visione illuminata di alcune famiglie di imprenditori vitivinicoli che hanno deciso di investire sull’arte contemporanea, facendo diventare le loro tenute e i loro filari delle gallerie. Un esempio è stata l’opera “Blue Guardians” realizzata dal Cracking Art Group per la cantina Ca’ del Bosco. Si tratta di un gruppo di lupi blu posizionati in una fila rigorosa che osservano la collina da cui si affaccia il visitatore, creando una situazione quasi surreale. Quest’opera, realizzata nel 2010, è stata una delle più esemplificative mai progettate, seguita di pari passo dall’impegno della famiglia Ceretto che ha invitato poco tempo fa Marina Abramovic per inaugurare la video-installazione “Holding the milk”, visitabile fino al 12 novembre 2017.

La famiglia Ceretto occupa un posto molto importante della storia del Barolo e anche in questo caso, il loro impegno e la loro passione li ha portati ad ospitare in un territorio a vocazione vinicola, una delle più importanti artiste contemporanee internazionali.

Non si deve dimenticare inoltre il Castello di Ama, situato in provincia di Siena, nel cuore del Chianti, che da quasi 20 anni ospita artisti da tutto il mondo che possono vivere per settimane e mesi nelle case dislocate tra i vigneti per creare opere ispirate proprio al legame con il vino. È così che il Chianti Classico ha potuto ospitare artisti del calibro di Hiroshi Sugimoto, Anish Kapoor, Daniel Buren e Michelangelo Pistoletto.

Sono diverse le forme in cui l’arte si è espressa relativamente al mondo del vino, basti pensare al Carapace realizzato da Arnaldo Pomodoro per la tenuta Castelbuono e all’Art Park La Court della tenuta Chiarlo: non si tratta solo di celebrare la bellezza, ma di creare un legame tra due mondi.

Il Chianti come territorio dell’arte contemporanea

Il Chianti è famoso in tutto il mondo per l’eccellenza dei suoi vini e per il paesaggio inconfondibile: sempre di più però negli ultimi anni, sta diventando anche una destinazione di arte contemporanea. In questo caso diventa ben visibile il legame tra il vino e l’arte: i due elementi chiave di questo territorio, ambito dai viaggiatori di tutto il mondo. Il Castello di Ama ne è un esempio, ma anche il Parco di Sculture del Chianti in cui le sculture di artisti contemporanei si stagliano nel paesaggio lungo il percorso dell’Eroica, il celebre percorso in bicicletta. Insieme a questo non si può trascurare anche il piccolo borgo di Pieveasciata, conosciuto come Borgo dell’Arte Contemporanea. Il Chianti ispira i vignaioli e gli artisti: qui si può scoprire il vero senso della creatività.

 

Written by Anna Fornaciari