Taggati con

fattorie di qualità

Guida Michelin 2018: 10 ristoranti stellati nel senese. 35 in Toscana. 356 in Italia

La Guida Michelin 2018, presentata nelle scorse settimane al Teatro Regio di Parma, ha confermato il territorio toscano, con ben 35 realtà stellate, tra quelli protagonisti della buona tavola. In questo territorio sono infatti ben 10 i ristoranti che si sono guadagnati le prestigiose stelle,  riconosciuta quale certificazione di eccellenza in tutto il mondo.

Un ottimo risultato è stato poi raggiunto dalla provincia senese, dalla Valdelsa, passando per il Chianti e la Val d’Orcia, fino alla Val di Merse. E’ in queste zone che si possono individuare importanti conferme e assolute novità.

2 stelle sono state infatti confermate al prestigioso “Arnolfo” di Colle Val d’Elsa, con lo chef Gaetano Trovato, che è anche il proprietario.  Questo ristorante è sicuramente tra i più apprezzati in Italia e, negli anni, ha ottenuto importanti riconoscimenti anche dalle guide di “Veronelli”, “Gambero Rosso” e “Espresso”.

Aziende del vino italiane e gli acquisti a cifre stellari

Gli ultimi acquisti di aziende italiane del vino vendute a cifre stellari!

Il Made in Italy sta vivendo un momento di grande difficoltà, questo è confermato dagli esperti, ma soprattutto da Coldiretti che monitora l’andamento e le prospettive delle aziende italiane dell’agroalimentare e del settore vitivinicolo. Non sono solo i grandi brand di moda o di telecomunicazione ad essere stati venduti all’estero a cifre stellari, tra cui Frau, Krizia, Valentino e Missoni, ma anche quelli dell’enogastronomia italiana. Tra i primi ad essere stati venduti c’erano Buitoni e Perugina, ma ora anche le aziende del vino sono state colpite da questo fenomeno.

I migliori 100 vini del mondo secondo “Wine Spectator”. Sei i toscani, di cui cinque senesi

Sono stati cinque i vini senesi arrivati tra i migliori 100 del mondo, selezionati come ogni anno tra  le migliaia di etichette valutate dagli esperti della prestigiosa rivista americana di settore “Wine Spectator”.

Magnifica affermazione per il Brunello di Montalcino 2012 dell’Azienda “Casanova di Neri”, che si è piazzato al 4° posto assoluto. Il Brunello di Montalcino 2012 della Cantina “Altesino” si è invece classificato all’11° posto, mentre al 20° troviamo il Brunello di Montalcino 2012 dell’Azienda “San Felice”, ricavato dalle uve della “Tenuta di Campogiovanni”. 46° posto per il  Rosso di Montalcino 2015 della Tenuta “Il Poggione”, mentre all’84° c’è la Vernaccia di San Gimignano 2015 della “Tenuta Le Calcinaie”.

“World Cheese Awards” 2017: protagonisti i formaggi senesi, aretini e maremmani

Sono arrivati da oltre 30 paesi sparsi in 6 continenti gli oltre 3mila formaggi che hanno partecipato al “World Cheese Awards”, organizzato a Londra dal 16 al 19 novembre scorso. Alla sua trentesima edizione, l’appuntamento viene infatti considerato il vero e proprio campionato del mondo del settore.

Secondo i 230 esperti, divisi in varie categorie e gruppi di assaggio, il primo assoluto in classifica è risultato il formaggio di montagna, semiduro e stagionato 16 mesi, “Cornish Kern” della “Lynher Dairies” nel Regno Unito. Sul secondo gradino del podio si è però piazzato un formaggio italiano, il blu di bufala, prodotto dal Caseificio “Quattro Portoni” di Cologno al Serio, in provincia di Bergamo.

I vini più bevuti dai giovani in Italia

Giovani e vino: quali sono le etichette più ricercate?

Giovani e vino sono un’accoppiata vincente: è finita ormai l’epoca che contrassegnava i ragazzi come bevitori inesperti, ora i nuovi consumatori di vino sono proprio i millennials.

Questo lo ha confermato una recente ricerca condotta per sondare il terreno tra i giovani adulti e le loro preferenze in fatto di bevande. Ciò che è emerso ha sicuramente stupito il mercato mondiale: se prima i giovani preferivano la birra e in alcuni casi i cocktail, ora invece è il vino il prodotto più ambito, non solo perché piace, ma perché definisce anche uno status sociale. La ricerca “Vino & Giovani” ha quindi evidenziato che l’87% degli intervistati tra i 18 e i 35 anni consuma vino e addirittura il 71% è propenso a spendere di più per un prodotto biologico. Dei giovani intenditori che sanno il fatto loro: ecco quali sono i vini più amati dai millennials.