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Le colline senesi e il vino, una grande storia d’amore

Panorama magnifico che rappresenta l’mmagine simbolo della Toscana, le colline senesi hanno più volte ispirato la grande letteratura, sono meta ambita dai turisti di tutto il mondo e ci regalano rinomati prodotti gastronomici. È terra vocata per la viticoltura e patria di alcuni tra i più grandi vini italiani.

Le Colline del Chianti devono la propria fama in gran parte allo storico Chianti Classico Docg, probabilmente il vino toscano più noto al mondo, con milioni di bottiglie esportate in 130 paesi. Le sue vigne si estendono tra i borghi medievali, gli oliveti e i castagneti compresi tra le province di Firenze e Siena, con i comuni di Radda in Chianti, Castellina in Chianti e Gaiole in Chianti. Le poche decine di migliaia di bottiglie etichettate dall’azienda Fattoria di Petroio della famiglia Lenzi, cantina parte della rete “Fattorie di Qualità”, sono quanto di più selezionato possa offrire la produzione locale. Vini che rappresentano anche un’occasione per gustare i sapori della tradizione norcina locale e le succulente bistecche alla Fiorentina. Molto noto anche il Vin Santo del Chianti Classico, Doc passito, compagno della tradizionale pasticceria secca toscana e senese. A Gaiole in Chianti, l’Azienda I Sodi produce un importante espressione di questo nettare che, nel caso della Riserva, matura per 6 anni in caratelli di rovere e castagno.

Ignazio Moser, tra i vini e il ciclismo

Ignazio Moser: una vita tra la bici e il vino

Giovane, affascinante e sportivo: ecco chi è Ignazio Moser, figlio del celebre ciclista che ha conquistato il cuore di tutti gli amanti delle due ruote in Italia. Seppur giovane, la sua vita l’ha già trascorsa tra le competizioni mondiali e lo show business, ma ora la sua scelta è ricaduta sui vini. Non riesce difficile in effetti pensare al perché: la famiglia Moser è titolare di una delle maggiori cantine vinicole italiane, situata a Trento. Dalle gare di ciclismo è arrivato al Grande Fratello VIP, passando per i vigneti trentini del padre: ecco tutto ciò che si deve sapere su Ignazio Moser.

Gerard Depardieu e il suo passaporto come vignaiolo

Gerard Depardieu e la sua professione di vignaiolo

Sono tantissime le star del mondo dello spettacolo che hanno dimostrato di nutrire un forte amore per il vino: Antonio Banderas per esempio ne ha fatto una nuova opportunità di business e così è stato anche per il famoso attore francese Gerard Depardieu. Tutti lo conoscono per aver interpretato ruoli che hanno fatto la storia del cinema, ma in pochi sono a conoscenza della sua carriera di vigneron: Depardieu infatti è un produttore di vino di grande qualità e quella che un tempo era considerata una passione, oggi si è trasformata in un autentico lavoro.

Il vino nella storia dell’arte: 5 opere imperdibili

Il vino nell’arte visiva: 5 quadri che hanno fatto la storia

Il vino è una forma d’arte e sono in molti a pensarlo: per questo motivo sono tantissimi i quadri e le opere in cui il vino appare come elemento imprescindibile. Non c’è da stupirsi se pittura e vino nella loro storia abbiano avuto numerosi incontri, perché il vino non è esclusivamente materia e colore, ma anche metamorfosi: da grappolo si trasforma in caraffa e bicchiere. Che si tratti di rappresentare momenti di ebbrezza o attimi della quotidianità, sono numerosi gli artisti che hanno dedicato al vino la loro più profonda emozione: ecco un racconto del ruolo del vino nell’arte visiva.

Marsala, il vino fatto per viaggiare

Il mercante e navigatore inglese John Woodhouse approdato nel 1773 a Marsala (già nota ai Greci) si era innamorato di quel vino un po’ forte, già famoso all’epoca dell’antica Roma (quando si aggiungeva il mosto cotto). Gli ricordava il “Porto” e ora doveva assolutamente portarselo in Inghilterra, così decise di acquistarne una cinquantina di barili. Ma il viaggio, lungo e pieno di scossoni, avrebbe certamente rovinato il carico e così Woodhouse decise di aggiungere dell’acquavite al vino, per “fortificarlo”; rendendolo quindi in grado di superare il trasferimento via mare.

Nei decenni successivi quel prodotto riscosse uno straordinario successo e tanti altri mercanti seguirono la rotta e quel commercio fino alla prima metà del XIX secolo, quando un imprenditore siciliano, Vincenzo Florio, diede a questo vino la sua fama mondiale. Era nato il Marsala moderno che, oggi, è un prodotto Doc il cui areale interessa l’intera provincia di Trapani, ad esclusione del comune di Alcamo e delle isole di Favignana e Pantelleria. Il compagno perfetto della tradizionale pasticceria siciliana e locale (i dolci di ricotta, la cassata, i cannoli, i cappidduzzi e tanto altro).