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Claudia Di Giacomi

Vendemmia 2017: come aumenterà il prezzo del vino

Il costo del vino aumenterà nei prossimi mesi: ecco lo scenario

Il 2017 sarà ricordato  come un anno molto particolare per la vendemmia. Già da fine estate infatti, si preannunciava una situazione drammatica per i produttori vitivinicoli italiani: la siccità prolungata, i fenomeni metereologici estremi, come la grandine a più riprese e le ghiacciate durante il periodo di aprile, hanno rovinato parte dei raccolti e hanno causato un grave calo nella produzione vitivinicola. Meno uva: questo è stato il punto di partenza davvero difficile di questa annata che ha messo a dura prova tutto il comparto. La  conseguenza di una vendemmia scarsissima è l’aumento dei prezzi sui mosti e sui vini 2017.

Basta guardare i prezzi delle borse delle relative camere di commercio in cui si stabiliscono i prezzi all’ingrosso e si vede chiaramente che tutti i listini sono saliti notevolmente. Si tratta di un processo obbligato per le aziende che, loro malgrado, dovranno affrontare: pochissimo  vino che deve soddisfare una domanda stabile. Questo riguarderà  sia i vini delle aree più pregiate, ma soprattutto i vini d’annata e generici (rosso, bianco e varietali).

Vini bianchi italiani: le migliori destinazioni dove degustarli

Le migliori destinazioni italiane per gli appassionati di vino bianco

L’Italia è una delle mete preferite dagli enoturisti di tutto il mondo: merito delle grandi etichette e dei vini pregiati, ma anche della biodiversità che caratterizza il nostro Paese. Da nord a sud, sono numerose le destinazioni vinicole che accolgono i viaggiatori alla ricerca del calice perfetto. Dopo averti raccontato quali sono le migliori destinazioni per gli amanti del vino rosso, ora invece ti parliamo di quelle ideali per gli appassionati dei bianchi. Fermi o frizzanti, c’è sempre un buon motivo per fare la valigia e partire per un week end all’insegna dei sapori della nostra penisola.

Musei del vino in Italia: viaggio alla scoperta della storia enogastronomica

Viaggio alla scoperta dei musei del vino in Italia

Il vino non è solo un momento di condivisione da vivere con la propria famiglia e i propri cari: attorno a questo prodotto infatti si muove una storia che vanta radici antichissime e che coinvolge moltissime persone, impegnate da secoli nel campo dell’enogastronomia. Gli anni Novanta sono stati contrassegnati da un aumento importante delle persone dedite al turismo del vino, desiderose di degustare alcuni dei prodotti d’eccellenza prodotti nel Bel Paese. Tra le destinazioni preferite, oltre alle degustazioni, i festival e le sagre di paese, ci sono anche i musei del vino che permettono di scoprire tutto che si nasconde dietro a questo mondo magico, fatto di pazienza e di tanta passione.

Winesider: i 10 migliori vini italiani

Quali sono i 10 migliori vini italiani secondo Winesider

Winesider stila tutti gli anni la classifica dei 50 migliori vini italiani. Si tratta di un evento molto atteso dalle cantine vinicole e dagli addetti ai lavori, che possono mettere alla prova il risultato di intere annate di lavoro. La classifica viene stilata da una giuria nazionale e internazionale di sommelier, enologi e giornalisti: tutte personalità di spicco e influenti nel mondo della vinificazione.

La degustazione avviene alla cieca, a cura del comitato tecnico che proverà personalmente circa 300 etichette. I fondatori del premio sono Luca Gardini e Andrea Grignaffini, entrambi con una vasta esperienza nel mondo dell’enogastronomia italiana. Quest’anno il premio ha selezionato vini molto diversi tra di loro, con una grande sorpresa da parte dell’Emilia-Romagna che si è posizionata al 13° posto. Le prime 10 posizioni invece sono occupate dalla Toscana, dal Trentino-Alto Adige, dal Piemonte, dalla Lombardia e dall’Abruzzo.

Vino sfuso a Firenze: dove acquistarlo

Acquistare vino sfuso a Firenze: tradizione e qualità da oltre 10 anni

Il vino sfuso è tornato al boom che lo aveva caratterizzato prima degli anni ‘90: complice la crisi, ma anche una maggiore informazione del consumatore che preferisce vini provenienti direttamente dalle cantine locali e con imballaggi più sicuri. Sono sempre di più infatti le persone che acquistano vino sfuso, non solo nei borghi o nei piccoli paesi, ma anche nelle città, compresi i ristoranti e le osterie.

Ormai è finita l’epoca che identificava il vino sfuso come un prodotto di cui si ignoravano la provenienza e le qualità organolettiche perché, grazie al progresso tecnologico e a una maggiore attenzione dei rivenditori, anche il vino sfuso ha la propria carta d’identità.