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Claudia Di Giacomi

Marketing digitale del vino con Fattorie di Qualità

Fattorie di Qualità Business: promuovere vendendo i propri prodotti e diminuendo i costi commerciali

È possibile raggiungere un numero sempre più vasto di clienti, diminuendo i costi di investimento? Fino a pochi anni fa, con le tecniche di marketing tradizionale, questa domanda non trovava facilmente una risposta. Le aziende agricole infatti si affidavano ad una fitta rete commerciale fisica, spesso piuttosto complessa da gestire per incrementare le proprie vendite e la promozione dei vini. Oggi invece, con il marketing digitale del vino, tutto questo si può realizzare in modo più semplice e immediato: i marketplace digitali stanno riscuotendo un successo sempre maggiore, ma a questo si deve affiancare anche l’esperienza nel settore vinicolo. Con Fattorie di Qualità si uniscono questi due elementi fondamentali, per offrire ai produttori un’opportunità di business efficace ed innovativa.

Marketing del vino: promuovere e vendere in modo efficace e innovativo

Come promuovere e vendere in modo efficace e innovativo con il marketing del vino

L’Italia si differenzia dagli altri paesi del mondo per una industria vinicola caratterizzata da una forte biodiversità e da una grande varietà. Se da un lato queste caratteristiche possono rappresentare un punto di debolezza, perché non facilitano la creazione di sistemi organizzati, dall’altra invece rappresentano un importante punto di forza per lo storytelling e l’identità vinicola italiana. Proprio per questo motivo per un’azienda vinicola è fondamentale impostare una corretta strategia di marketing, per definire come promuovere e vendere in modo efficace e innovativo i propri prodotti.

Come sarà l’olio di questo anno nelle varie zone di produzione in Italia?

Come sarà l’olio di questo anno nelle varie zone di produzione in Italia?

Il 2017 si conferma come un’annata difficile per la produzione dell’olio in Italia: ecco la situazione nelle varie zone

Come sarà l’olio di questo anno nelle varie zone di produzione in Italia? Il 2017si prospetta un’annata nera per il cibo principe della dieta mediterranea.  Secondo le ultime stime le regioni principali nella produzione olearia vivranno un periodo di grande difficoltà. In Puglia calerà del 15%, mentre in Campania e Lazio si arriverà addirittura ad una diminuzione del 40%.

La situazione peggiore però la vivrà la Toscana, dove verrà prodotto il 50% di olio in meno rispetto allo scorso anno. A confermarlo anche Confagricoltura, che ha pubblicato i dati riguardanti un’indagine svolta su tutte le province. “Ci sono notevoli difficoltà per le coltivazioni di oliveto – ha spiegato Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana – nelle zone interne della Toscana e nell’area del fiorentino sono previsti cali produttivi stimati mediamente nell’ordine di circa il 60% rispetto alla normale produzione. In alcune zone centrali collinari la situazione è anche più grave, con perdite stimate intorno al 70-80%”.

Servire il vino sfuso al ristorante: come farlo con Fattorie di Qualità

La soluzione di Fattorie di Qualità per servire il vino sfuso nei ristoranti

Fino agli anni ‘90, la vendita di vino sfuso era ampiamente diffusa in tutti i ristoranti italiani. In generale nel mercato vinicolo, la prassi di acquistare il vino sfuso o in grandi damigiane era preponderante rispetto all’acquisto delle singole bottiglie. Con il tempo poi, si è diffusa sempre di più la consapevolezza da parte dei consumatori, che il vino sfuso, noto anche come “vino della casa”, fosse di qualità inferiore rispetto a quello servito in bottiglia.

Ancora oggi numerose trattorie e osterie continuano a servire il vino sfuso, ma è chiaro che chi vuole bere del vino di qualità non ordinerà la classica caraffa in vetro, quanto piuttosto una bottiglia con un brand rinomato e un packaging efficace.

Oggi però c’è una soluzione alternativa per servire il vino sfuso nel ristorante: con il sistema di Fattorie di Qualità, la qualità e il servizio diventano eleganti e di classe.

Vendemmia 2017 e siccità: come varierà la produzione italiana

Vendemmia 2017: il problema della siccità preoccupa i viticoltori

Quest’anno le previsioni per la vendemmia sono davvero particolari: si stima infatti che a causa della grande siccità che ha caratterizzato tutta l’estate 2017, le operazioni inizieranno molto prima dell’autunno. A fine luglio gran parte dei pozzi per l’irrigazione erano già esauriti, le temperature non danno tregua e in alcuni luoghi d’Italia si sono toccate punte di oltre 40 gradi. Non c’è dubbio che la vendemmia 2017 sarà sui generis, ma ciò che preoccupa maggiormente i viticoltori è il grave calo nella produzione, causato in primis proprio dalla siccità, ma anche dai cambi repentini di temperatura avvenuti in aprile e dalle violente grandinate.

Il 2017 sarà quindi un anno con una bassa produzione di vino: così, chi è andato in vacanza ad agosto rischia di rientrare con la vendemmia già compiuta, ma questo non sarebbe comunque un record. Già nel 2015 e nel lontano 2003, in alcune zone d’Italia, la vendemmia era iniziata i primi di agosto.