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Musei del vino in Italia: viaggio alla scoperta della storia enogastronomica

Viaggio alla scoperta dei musei del vino in Italia

Il vino non è solo un momento di condivisione da vivere con la propria famiglia e i propri cari: attorno a questo prodotto infatti si muove una storia che vanta radici antichissime e che coinvolge moltissime persone, impegnate da secoli nel campo dell’enogastronomia. Gli anni Novanta sono stati contrassegnati da un aumento importante delle persone dedite al turismo del vino, desiderose di degustare alcuni dei prodotti d’eccellenza prodotti nel Bel Paese. Tra le destinazioni preferite, oltre alle degustazioni, i festival e le sagre di paese, ci sono anche i musei del vino che permettono di scoprire tutto che si nasconde dietro a questo mondo magico, fatto di pazienza e di tanta passione.

Winesider: i 10 migliori vini italiani

Quali sono i 10 migliori vini italiani secondo Winesider

Winesider stila tutti gli anni la classifica dei 50 migliori vini italiani. Si tratta di un evento molto atteso dalle cantine vinicole e dagli addetti ai lavori, che possono mettere alla prova il risultato di intere annate di lavoro. La classifica viene stilata da una giuria nazionale e internazionale di sommelier, enologi e giornalisti: tutte personalità di spicco e influenti nel mondo della vinificazione.

La degustazione avviene alla cieca, a cura del comitato tecnico che proverà personalmente circa 300 etichette. I fondatori del premio sono Luca Gardini e Andrea Grignaffini, entrambi con una vasta esperienza nel mondo dell’enogastronomia italiana. Quest’anno il premio ha selezionato vini molto diversi tra di loro, con una grande sorpresa da parte dell’Emilia-Romagna che si è posizionata al 13° posto. Le prime 10 posizioni invece sono occupate dalla Toscana, dal Trentino-Alto Adige, dal Piemonte, dalla Lombardia e dall’Abruzzo.

Vino sfuso a Firenze: dove acquistarlo

Acquistare vino sfuso a Firenze: tradizione e qualità da oltre 10 anni

Il vino sfuso è tornato al boom che lo aveva caratterizzato prima degli anni ‘90: complice la crisi, ma anche una maggiore informazione del consumatore che preferisce vini provenienti direttamente dalle cantine locali e con imballaggi più sicuri. Sono sempre di più infatti le persone che acquistano vino sfuso, non solo nei borghi o nei piccoli paesi, ma anche nelle città, compresi i ristoranti e le osterie.

Ormai è finita l’epoca che identificava il vino sfuso come un prodotto di cui si ignoravano la provenienza e le qualità organolettiche perché, grazie al progresso tecnologico e a una maggiore attenzione dei rivenditori, anche il vino sfuso ha la propria carta d’identità.

Quanti anni ha il vino italiano? La Sicilia detiene il primato a livello nazionale

Quanti anni ha il vino italiano? Il racconto delle sue origini

Hai mai immaginato di bere un vino di 6000 anni? Che sapore potrebbe avere?

Questo è ciò che può aver pensato la squadra di ricercatori che ha rivoluzionato la storia della produzione italiana del vino. Fino a poco tempo fa si pensava che la vinificazione in Italia fosse iniziata durante l’Età del Bronzo, ma ora grazie ad una recente scoperta, si può affermare che il vino nella Penisola si producesse già 2000 anni prima.

Così la Sardegna e la sua civiltà nuragica hanno passato il testimone del primato del vino più antico d’Italia alla Sicilia e in particolare alla provincia di Agrigento.

Il museo del vino in Veneto: dalla vigna alla tavola

Scoprire il percorso dalla vigna alla tavola con un museo

In Veneto esiste un luogo in cui poter riscoprire l’antica arte del “saper fare qualità”. Il Made in Italy è diventato sempre di più un’attrazione turistica per i viaggiatori internazionali, ma anche per noi italiani, che desideriamo approfondire le nostre origini e la nostra cultura. Così è nato il Masi Wine Discovery Museum, un museo che permette di scoprire il percorso dalla vigna alla tavola, attraverso un tour multisensoriale ed esperienziale.