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I migliori locali enogastronomici in Maremma

Paesaggio mozzafiato, natura incontaminata e una lunga tradizione culinaria: la Maremma è il luogo perfetto per organizzare un tour enogastronomico. Quest’angolo della Toscana selvaggio e bellissimo è tutto da scoprire, fra borghi suggestivi, panorami da fotografare, ma soprattutto piatti e vini da gustare. Da Orbetello sino a Grosseto: vi portiamo alla scoperta del territorio della Maremma, nei locali in cui scoprire i sapori antichi, lasciarsi coccolare dall’oste e stuzzicare il palato. Fra un aperitivo, una bottega storica e un ristorante siete pronti a lasciarvi conquistare? 

I migliori locali per l’aperitivo in Maremma 

Voglia di un aperitivo in Maremma? Se siete amanti del pesce non potete perdervi una serata a I Pescatori. Questo locale molto particolare è nato da un’idea della cooperativa dei pescatori di Orbetello ed è il luogo perfetto per assaporare pesce freschissimo, ma anche rilassarsi ammirando la laguna. Si mangia solamente il pescato del giorno, seguendo una carta stagionale, accompagnato da un buon bicchiere di Ansonica Doc Santa Lucia, tanta allegria e prezzi contenuti. 

Ippovie nella zona di Bolgheri e della Maremma

Magica, bellissima e perfetta da scoprire a cavallo: la Toscana è una regione magica, ricca di ippovie. Esplorare questi luoghi a cavallo significa immergersi in un sogno, ritrovando il contatto con la natura e la terra, lontano dal caos della città, lasciandosi conquistare dalle meraviglie del paesaggio.

Le ippovie della Toscana si snodano lungo percorsi che toccano l’anima e colpiscono per la loro rara bellezza. Il ritmo lento delle passeggiate a cavallo accompagna il panorama mozzafiato, in cui si alternano bellezze dell’arte, campagne verdi e morbide colline ricoperte di vitigni che producono un vino di grande qualità. In sella al cavallo vi avventurerete fra borghi, castelli, strade bianche e boschi, respirando l’odore della tradizione e lasciandovi sedurre da paesaggi che riempiono gli occhi e seducono. 

La “Piccola Gerusalemme”, dove Maremma e tradizione kosher si incontrano

Esiste un luogo in Maremma dove la tradizione enogastronomica locale e quella kosher si incontrano. Quel posto è Pitigliano, magnifico borgo medievale che fa parte con Sovana e Sorano delle cosiddette “città del tufo” scavate nella roccia.

Pitigliano prende il nome dai giovani romani Petilio e Celiano che, secondo la leggenda, unirono famiglie romane ed etrusche per fondare la città sopra questa gigantesca rocca di tufo lambita dal fiume Fiora. In realtà la storia di questo luogo incantato è molto più antica, tanto che le tracce dei primi insediamenti risalgono fino all’Età del Bronzo. Poi arrivarono gli Etruschi, con le prime fortificazioni e le famose “vie cave” che univano insediamenti e necropoli e, a seguire, i Romani. Nel Medioevo il borgo fu prima di competenza Aldobrandesca, con la realizzazione della cinta muraria, quindi divenne per secoli una contea governata dagli Orsini fino all’avvento mediceo del XVI secolo e al rapido inglobamento nel giovane Granducato di Toscana. Pitigliano visse in quel periodo una lunga fase di decadenza, terminata solo con i Lorena alla guida del Granducato.

Grosseto e la Maremma, un viaggio nel gusto

La Maremma è una terra bellissima ed è in gran parte legata alla provincia di Grosseto, tra le più vaste e tra le meno popolate in Italia. Un’area geografica che spazia dalle coste dell’Argentario e di Castiglione della Pescaia fino alla vetta del Monte Amiata, attraversando splendide colline ricche di vigne e oliveti, mettendo in mostra una ricchezza archeologica e culturale unica, dagli Scavi romani di Cosa alla Roselle con reperti anche etruschi. E poi salendo fino ai borghi medievali del tufo o a quelli delle Colline Metallifere. E ancora le risorse ambientali uniche, come dimostrano il patrimonio di biodiversità protetto dai confini del Parco Naturale della Maremma e le altre aree e riserve dell’entroterra.

Santa Lucia, una storia di passione per l’Ansonica dell’Argentario

L’azienda “Santa Lucia” è l’espressione di una storia, quella della famiglia Scotto. Una storia che parla di tradizioni e di una passione per il vino che dura da più di un secolo, iniziata dalle vecchie vigne a terrazze proprietà della famiglia dal 1898 e che si trovano a Porto Ercole. A quasi 300 metri sul livello del mare, sono li da tanto tempo a godersi la splendida Cala Galera, dove i fondali bassi consentono di raggiungere a piedi la Feniglia, iniziando a percorrere le due lingue di sabbia che collegano l’Argentario alla costa maremmana. E sono queste vigne, che dominano un luogo tanto suggestivo, ad ospitare l’uva Ansonica degli Scotto, vitigno a bacca bianca tipico dell’Argentario e dell’Isola del Giglio, come della Sicilia, dove si chiama Inzolia.