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Le trattorie Milanesi

Le trattorie milanesi hanno abbracciato tre o più secoli di storia. Hanno vissuto il Risorgimento e quando sono nate non c’erano ancora state le due guerre mondiali; in alcuni casi non era ancora nata l’Italia e talvolta mancava persino la data della Rivoluzione Francese.

A Milano ce ne sono ancora tante aperte, attive e dove si mangia bene e classico. Ricette tipiche, ricerca della qualità e rispetto della tradizione sono gli elementi che le contraddistinguono.

Quando ancora non c’era l’Italia 

Cominciamo dalla “Antica Trattoria Bagutto” che di secoli ne ha visti ben otto dall’anno di apertura, il 1284. È la più antica trattoria italiana, tra le più antiche del mondo, la seconda in Europa. Si trova in zona Ponte Lambro e prende il nome addirittura da una parola di origine longobarda, berlochium, che indicava un “luogo dove si mangia”. E ai suoi tavoli pare si siano accomodati anche re, imperatori e lo stesso Napoleone. L’aspetto del locale come i piatti sono in gran parte figli della sua storia lombarda.
Di secoli non ne avrà visti otto ma il Ristorante “Boeucc”, nome che deriva dal buco o dalla bodega dove avveniva la mescita del vino, di cose ne ha da raccontare. Aperto nel 1696 durante la dominazione spagnola a Milano, si trova nel centro storico cittadino, nei pressi del Teatro alla Scala che, per la cronaca, è stato costruito quasi un secolo dopo.

Le aree vitivinicole della campagna romana

Sin dai tempi dell’Antica Roma, la città veniva rifornita di grossi quantitativi di uva e di vino.

Un approccio che nei secoli successivi ha spesso favorito la diffusione di vini leggeri e “beverini” e frenato la selezione delle uve di qualità e quindi la produzione di vini più ricercati. Ma il Lazio è oggi una realtà in crescita, protagonista di uno sviluppo anche qualitativo nella coltivazione e la cura di una settantina di vitigni, in particolare Malvasia, Trebbiano (o Procanico), Cesanese di Affile, Bombino bianco e nero e Aleatico. Grazie alla passione e agli investimenti di centinaia di cantine che hanno portato anche l’export fino ad una crescita a due cifre, siamo in grado di trovare, un po’ in tutto il territorio regionale, prodotti di ottima qualità.
Il Lazio vanta 3 zone Docg (Cesanese del Piglio, Frascati Superiore e Cannellino di Frascati), 27 aree Doc e 6 Igt che, sostanzialmente, si concentrano nei terreni vulcanici dei cosiddetti Castelli Romani e dintorni, nell’area sabina e nell’Alta Tuscia viterbese, ma anche nella provincia di Latina e in quella di Frosinone, dove aumentano le realtà in grado di mettere sul mercato prodotti interessanti.
Tra i vini più noti e riconosciuti della regione, al di fuori della provincia romana, ce ne sono alcuni che meritano una particolare attenzione, come quelli a base di Cesanese nell’area Docg “Piglio”, in provincia di Frosinone o i vini di Montefiascone. E ancora i vini dolci come l’“Aleatico di Gradoli”, storico passito ma anche aromatico vino del viterbese, e il riscoperto “Moscato di Terracina”, nell’area del Circeo.

Viaggio a “Tenuta Mosole” dove adorano vinificare uve in purezza

30 ettari di vigneti e 220mila bottiglie: ecco presentata in pochi numeri l’azienda “Tenuta Mosole” a Santo Stino di Livenza, comune in provincia di Venezia che rientra nell’areale Doc “Lison Pramaggiore” e in quello Docg “Lison” (insieme ad altri comuni in provincia di Treviso e a quelli in provincia di Pordenone). E sono ormai decenni che questa azienda a conduzione familiare punta all’eccellenza attraverso un sistema di viticoltura in continuo aggiornamento e con un appassionato ricorso alla vinificazione in purezza delle tante uve coltivabili nell’area.

Santo Stino di Livenza, che prende il nome da Santo Stefano e dal fiume che gli scorre vicino, ospita una terra di origine alluvionale ricca di mineralità, dal clima temperato e ventilato, che si colloca nelle valli tra i fiumi Livenza e Tagliamento al confine con il Friuli. Proprio dalle sorgenti carsiche di quella regione nascono infatti i due corsi d’acqua che poi vanno a gettarsi nel Mare Adriatico.

Da Andrea vino sfuso: la tua bottega del vino a Firenze

Il negozio di vino Da Andrea Vino Sfuso, è una Bottega di vino a Firenze nella bella e comoda Piazza di Badia a Ripoli, dove si trova sempre parcheggio senza particolari problemi.
Andrea, il proprietario del negozio, ha selezionato nel corso degli anni tanti prodotti tipici, ma prevalentemente vino nel Bag in Box di molte aziende agricole e fattorie provenienti un pò da tutta Italia.
Il negozio è molto carino e ben curato e all’interno si trova anche una selezione di vini in bottiglia per occasioni speciali.
Questa bottega di vino è resa particolare dalla professionalità e dall’attenzione con cui Andrea cura ogni particolare e soprattutto dalla grande gentilezza e disponibilità che ha verso i propri clienti e avventori.
Questo come sempre è l’elemento di grande differenza nei piccoli negozi di quartiere.
Qualora non conosceste questa piccola realtà e abitate o siete di passaggio in zona, Vi invitiamo ad andarci per assaggiare i vini della selezione di Andrea che sono davvero molto interessanti.

L’azienda “Corte Normanna” nella terra che si è conquistata il buon auspicio

Da Malaventum a Beneventum

Prima dei Romani questa era la terra abitata dalla tribù sannita degli Irpini e sviluppata intorno alla città diMaleventum”. Poi, dopo aver sconfitto Pirro, i nuovi conquistatori la chiamarono con il più benaugurante Beneventum, continuando a tenerla al centro della storia; come al centro di una conca circondata dai gruppi del Taburno, del Partenio e del Mutria, era ed è la sua collocazione geografica. Una lunga storia fino all’alleanza con il Regno dei Normanni nel X secolo, a cui seguì la sudditanza allo Stato Pontificio fino ad arrivare all’Unità d’Italia.

Tradizionalmente attraversato da storie di magia e di streghe, il beneventano ha combattuto per trasformarsi da terra di cattivo a terra di buon auspicio. Ha comunque sempre potuto contare su una fiorente produzione agricola e lo fa ancora oggi, come nel caso della pregiata Melannurca Igp, oppure con gli allevamenti per la mozzarella e la ricotta di bufala Dop. E naturalmente ci sono il vino e l’olio di cui il beneventano e il Sannio sono un generoso e antico punto di riferimento. Non a caso e sin dagli anni ’20 del secolo scorso, l’attività della famiglia Falluto a Guardia Sanframondi, piccolo borgo medievale fortificato, è stata protagonista su un territorio dove per secoli la signoria normanna a cui il nome locale si richiama aveva dato impulso culturale, economico e sociale.