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Capodanno in cantina: gli eventi del 2018

Capodanno in cantina: ecco dove prenotare

Capodanno può essere il momento ideale per dedicarsi al relax e al benessere del corpo. Dopo un anno intero di stress e fatiche, questa festività è l’occasione perfetta per godersi il meritato riposo, ma la domanda che sorge spontanea ogni volta è: cosa posso fare per Capodanno? Le opzioni sono infinite, c’è chi ama andare alle feste, chi viaggia per le principali capitali europee, chi decide di trascorrerlo in casa e chi invece sceglie di dedicarsi ai sapori. Sicuramente la cena di Capodanno è uno degli eventi più attesi sia dai viaggiatori gourmet, sia dagli appassionati dell’enogastronomia e cosa c’è di meglio che trascorrerlo proprio nei luoghi del gusto? Il Capodanno in cantina è un’ottima idea sia per i wine lover, ma anche per chi si è avvicinato al mondo dell’enologia da poco tempo: ecco alcune idee.

Arte e vino: le Cantine Antinori investono nella cultura

Quando le cantine investono nell’arte: il caso delle Cantine Antinori

Arte e vino sono un connubio sempre più importante, non è un caso infatti che siano sempre di più le cantine italiane impegnate negli investimenti nel campo dell’arte e della cultura. Una delle più importanti a livello nazionale e internazionale è la Cantina Antinori, situata nella località Bargello, nel Chianti Classico. Questa azienda rappresenta il passato, il presente e il futuro della famiglia Antinori, vignaioli per vocazione, che hanno scritto parte della storia del vino italiano. Il loro impegno non solo nel creare un vino di qualità, ma anche uno spazio museale che raccoglie opere antiche e contemporanee, li ha resi una realtà di riferimento per l’ambiente vinicolo internazionale e ora, hanno riportato in Italia una meravigliosa lunetta di Giovanni della Robbia che da Brooklyn rientra temporaneamente in Italia per essere esposta al Museo del Bargello.

Borghi del vino: 4 esempi in Toscana

Far rinascere i borghi attraverso il vino: esempi di buone pratiche

Il vino non è solo il prodotto dell’antico saper fare e dell’abilità dei maestri vignaioli, ma è anche un mezzo con cui ripopolare i borghi. Questo lo insegna molto bene la Toscana che con il suo vasto patrimonio culturale di antichi paesi arroccati sui colli, ha stregato tutto il mondo. Così questa regione italiana ha dimostrato che anche oggi, è possibile salvare un borgo dallo spopolamento grazie alla volontà di qualche vignaiolo di tornare a far vivere quei territori. Sono quattro i borghi italiani toscani che sono stati salvati dal declino, proprio grazie al vino: Camigliano, Canalicchio di Sopra, Castelnuovo dell’Abate e Borgo del Cabreo.

Cesanese del Piglio e altri vitigni romani: viaggio nella Ciociaria

Una gita nella campagna romana: alla scoperta del vitigno Cesanese del Piglio

La campagna romana è la meta ideale per week end fuori porta alla scoperta della natura e della storia del nostro Paese. Ricca di borghi antichi e di tradizioni secolari, questa zona è sempre più frequentata, sia dai romani che desiderano trascorrere un po’ di tempo fuori dal caos della città, sia dai turisti nazionali e internazionali che vogliono scoprire un Lazio più autentico. In particolare l’area conosciuta come Cesanese del Piglio, in cui si produce l’omonimo vino DOC, è di grande interesse. Situata tra Frascati e Frosinone, questa zona vitivinicola è costituita da cinque Comuni: Piglio, Anagni, Serrone, Acuto e Paliano. Si tratta di borghi e cittadine, alcuni più famosi a causa di vicende storiche, come Anagni, altri meno conosciuti ma per questo non meno preziosi.

Enogastronomia del Gran Sasso: guida per viaggiatori gourmet

Guida di viaggio enogastronomica del Gran Sasso, nel territorio del gusto

Il Gran Sasso è il principale massiccio della catena appenninica e fa parte dell’omonimo parco che è situato sul territorio di tre regioni: Abruzzo, Marche e Lazio. È una zona con una grande biodiversità, sia per quanto riguarda la flora e la fauna, ma anche per i prodotti tipici del territorio. In queste terre infatti si tramandano da generazioni, antiche tradizioni agricole ed enogastronomiche, che hanno creato un patrimonio culturale di immenso valore. Il paesaggio è stato in parte plasmato dall’uomo, laddove la natura l’ha reso possibile, ma gran parte del Parco è ancora incontaminato. Non riesce difficile quindi capire perché il Gran Sasso sia una destinazione enogastronomica da non perdere e ora, proponiamo una guida di viaggio per tutti gli amanti del gusto.