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Bicchieri da bar, come scegliere quelli giusti per il vino

L’assortimento dei bicchieri (ma anche la qualità) sono aspetti fondamentali quando si parla della gestione di un locale. Il bicchiere giusto infatti può davvero fare la differenza, rendendo eccezionale la degustazione dei prodotti che vengono serviti. Trovare quelli ideali dunque è un fattore essenziale che non va in alcun modo dimenticato.

Come scegliere i bicchieri da bar (e perché sono importanti)

I bicchieri non sono dunque dei semplici contenitori in cui versare le bevande, ma sono in grado di condizionare totalmente la buona riuscita di una degustazione. Dalla forma alla qualità, sono numerosi gli aspetti da tenere presente.

D’altronde oggi sono numerosi i materiali utilizzati per produrre i bicchieri, disponibili in ogni forma, colore e foggia. L’obiettivo? Valorizzare ciò che si trova al loro interno, dalla birra agli amari, dal vino al whisky. Non solo l’aspetto, anche la qualità è un elemento chiave. Pensiamo infatti a quanto i bicchieri siano soggetti a sollecitazioni esterne. Come lavaggi, urti, brindisi, accatastamenti nel vassoio, negli scaffali e nel lavandino.

Non per ultimo va considerato l’aspetto estetico. Rifiniture e dettagli sono elementi importantissimi e che possono rendere l’esperienza di degustazione ancora più unica. Ogni bevanda, dunque, ha il suo bicchiere giusto.

Vino e degustazioni: come creare il tagliere giusto

Quando si parla di degustazioni e vino è impossibile non citare il famoso tagliere. Si tratta infatti di un servizio essenziale, molto apprezzato dai clienti delle enoteche, che permette di fare davvero la differenza. Non a caso il tagliere è un elemento chiave quando si tratta di scrivere recensioni, di scegliere un locale piuttosto che un altro oppure di valutare la cura nel servizio. Se da una prima occhiata può sembrare semplice creare un tagliere, in realtà dietro c’è un attento studio. Un lavoro che permette di comporre note di colore e sapori per creare abbinamenti che siano perfetti.

Tagliere da vino, come creare quello perfetto

Il tagliere viene solitamente servito nelle enoteche per accompagnare cocktail o calici di vino. Viene composto utilizzando salumi e formaggi, ma anche olive e salatini, cruderie, salse e fritture leggere. La selezione di formaggi andrebbe pensata bilanciando i prodotti a pasta filante con quelli a pasta cruda, quelli stagionati con i più giovani.

Il posizionamento all’interno del tagliere dei formaggi dovrebbe seguire una logica precisa, mantenendo le degustazioni al centro. Un discorso diverso va invece fatto per i formaggi spalmabili. Inserirli infatti potrebbe rappresentare un rischio perché potrebbero andare a contaminare con i liquidi gli altri prodotti presenti nel tagliere. Meglio dunque separarli rispetto al tagliere e sceglierli solamente se in abbinamento con vini tipici del territorio.

Come costruire una carta dei vini

La carta dei vini è un elemento chiave sia quando si parla di un ristorante che nel caso di un’enoteca. Serve infatti non solo a svelare ai clienti l’assortimento di etichette, ma anche a rivelare il carattere e lo stile del locale. Il modo in cui viene presentata la carta, la scelta dei vini e i vari produttori selezionati raccontano molto del modo in cui l’attività viene gestita e della sua personalità.

La selezione dei vini infatti dovrà essere coerente sia con l’immagine che con il posizionamento del locale. Dovrà adattarsi al target di riferimento, ma soprattutto essere chiara, leggibile e ordinata. Scopriamo dunque come costruire una carta dei vini perfetta senza commettere errori.

L’impaginazione e il layout

Spesso tralasciata, ma fondamentale, l’impaginazione è molto importante quando si costruisce una carta dei vini. Per prima cosa andrà scelto un font che sia leggibile e lineare, perfetto per favorire la lettura da parte dei clienti. I più utilizzati? Times New Roman ed Helvetica, ideali per questo scopo, la scelta finale però è legata soprattutto allo stile del locale.

Comic sans, ad esempio, è un font dinamico e moderno, ottimo per contesti con un target giovanile, disimpegnati ed easy. Nel caso di un locale tradizionale invece potrebbe essere una buona scelta il Tahoma. Tutto, in sostanza, è legato a ciò che si vuole comunicare. Da non dimenticare poi l’interlinea, che andrebbe inserita fra il nome del vino e quello dell’azienda. La dimensione del font, infine, non dovrebbe mai essere superiore a 15 punti.

Le informazioni da indicare sono fondamentali e non vanno mai trascurate: il nome dell’azienda (meglio se in grassetto), quella del vino (preferibilmente in corsivo), poi l’annata e i vitigni con cui è stato prodotto il vino.

Un altro aspetto essenziale riguarda il layout. L’immagine dovrà essere coordinata con l’ambiente e la carta dei vini, ad esempio giocando con i colori delle pareti oppure la disposizione dei tavoli. Tutto per riuscire a creare una perfetta armonia fra i vari elementi del locale. Come sempre tutto dipende dallo stile che si desidera adottare e da quello che si vuole comunicare.

Enoteca Vino e Dintorni: etichette speciali nel cuore di Matera

Sorseggiare un bicchiere di vino ammirando i sassi di Matera, nella cornice di una città unica al mondo e Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Un’esperienza straordinaria che si può vivere nell’Enoteca Vino e Dintorni, un luogo in cui si incontrano la passione per il buon bere e l’amore per una terra che ha tanto da offrire.

Francesco Massari, proprietario dell’enoteca, ha dedicato la sua esistenza allo studio del vino, allo scopo di fornire ai suoi clienti il meglio. Siamo andati a scoprire la sua storia, un percorso costruito inseguendo un sogno, fra difficoltà e voglia di raccontare l’enoteca del futuro.

Partiamo dall’inizio: come nasce l’enoteca Vino e Dintorni?

Nasce nel 2003 in pieno centro storico a Matera. Il vino è sempre stato una grande passione per me, fatta di ricerca e condivisione. In precedenza avevo un wine bar, poi ho scelto di passare alla vendita del vino, per selezionare le etichette e addentrarmi ancora di più in questo mondo meraviglioso. Il vino d’altronde è sempre stato una costante nella mia esistenza, un fuoco che ho alimentato partecipando a corsi e fiere, confrontandomi con gli esperti del settore.

Enoteca La Loggia: nel cuore di Orvieto con l’amore per il vino

Nel cuore di Orvieto, fra storia e bellezza, si trova un’enoteca in grado di offrire qualità ed esclusività, puntando a etichette uniche e straordinarie. È l’Enoteca La Loggia, un gioiello eccezionale, nato dal sogno di tre amici che nel vino e con il vino sono cresciuti.

La Loggia sa come distinguersi e lo fa da sempre, offrendo una gastronomia fuori dagli schemi ed etichette particolari. Situata a poca distanza dalla Torre del Moro, l’enoteca vanta un assortimento di oltre 700 etichette. Bottiglie che sanno raccontare l’Italia, che nascono da un’esperienza lunga e profonda nel settore, ma anche dall’entusiasmo e dalla voglia di regalare eccellenze vitivinicole italiane.

Abbiamo intervistato Laura, fra i fondatori dell’enoteca, appassionata a questo straordinario mondo.

L’enoteca La Loggia nasce da tre amici e un sogno…

Sì, nel 1987 in un piccolo negozio in centro. L’idea è quella di tre amici: Laura, Carlo e Claudio, uniti dalla passione per il vino e dalla voglia di apprezzare etichette di qualità. Sin dall’inizio abbiamo puntato sulla qualità, soprattutto in un periodo in cui a Orvieto c’erano solo negozi che vendevano vino locale.  Ci siamo posizionati in una fascia all’epoca inesistente, cercando di offrire alla clientela etichette particolari e introvabili. In seguito ci siamo trasferiti in una nuova sede, fra il teatro e la Torre del moro. Oggi abbiamo dei anche uno spazio esterno in cui organizziamo degustazioni e in alcuni giorni degli aperitivi molto particolari con delle preparazioni originali.