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Val d’Orcia: dagli Etruschi al Brunello di “Camigliano”

Lo splendore dei colli senesi viene da sempre identificato con l’incomparabile alternarsi di vigneti, oliveti, boschi e cipressi. Tutti conoscono almeno di fama le Colline del Chianti, condivise con il Fiorentino, l’Alta Val d’Elsa, le Crete senesi nella zona sud orientale della provincia o la Val di Chiana, quella che dai vini di Montepulciano si spinge fino all’aretino e in Umbria.

E naturalmente tutti conoscono anche la Val d’Orcia, vallata alle pendici del Monte Amiata e parco che l’Unesco considera patrimonio dell’umanità; un territorio cresciuto vicino alla romana via Cassia e alla via Francigena; la terra dei cipressi per antonomasia, caratterizzata dalla presenza di borghi medievali incantevoli. Luoghi suggestivi come Pienza con le sue forme rinascimentali e la sua frazione di Monticchiello, per andare verso Montepulciano. Non lontano troviamo San Quirico D’Orcia, con le mura imponenti e i cipressi protagonisti delle fotografie scattate dai turisti di tutto il mondo. Basti ricordare che da queste parti si trovano quei “campi elisi” immaginati da Ridley Scott ne “Il Gladiatore”. E a pochi chilometri da questo “paradiso” si può ammirare la frazione di Bagno Vignoni, il borgo sviluppato intorno ad una antica vasca di acque termali già note agli Etruschi e poi frequentate da Lorenzo il Magnifico. E ancora Castiglione D’Orcia, dominato dalla Rocca di Tentennano, fortezza dove soggiornò Santa Caterina da Siena. Infine Montalcino e i suoi vicoli ripidi che salgono alla Rocca o portano fuori dal borgo per dirigersi verso l’Abbazia di Sant’Antimo.

Tra le mura cittadine spunta l’antico vino di Siena

Siena riavrà presto il suo vino storico, quello dei suoi specifici vitigni autoctoni. A garantirlo le tracce sopravvissute per secoli negli spazi suburbani e soprattutto all’interno delle stesse mura cittadine, tra gli orti delle contrade e dei conventi.

All’origine della scoperta e degli studi che ne sono seguiti, il progetto “Senarum Vinea, le vigne storiche di Siena”, partito nel 2007 con il sostegno dell’Università cittadina, delle amministrazioni locali e dell’Associazione Nazionale Città del Vino. Nel gennaio scorso sette vitigni sono stati analizzati presso l’Istituto Agrario di Siena “Bettino Ricasoli”, dove erano stati messi a dimora e poi, al termine del processo di microvinificazione, degustati dagli esperti; e con risultati davvero significativi.

Guida Michelin 2018: 10 ristoranti stellati nel senese. 35 in Toscana. 356 in Italia

La Guida Michelin 2018, presentata nelle scorse settimane al Teatro Regio di Parma, ha confermato il territorio toscano, con ben 35 realtà stellate, tra quelli protagonisti della buona tavola. In questo territorio sono infatti ben 10 i ristoranti che si sono guadagnati le prestigiose stelle,  riconosciuta quale certificazione di eccellenza in tutto il mondo.

Un ottimo risultato è stato poi raggiunto dalla provincia senese, dalla Valdelsa, passando per il Chianti e la Val d’Orcia, fino alla Val di Merse. E’ in queste zone che si possono individuare importanti conferme e assolute novità.

2 stelle sono state infatti confermate al prestigioso “Arnolfo” di Colle Val d’Elsa, con lo chef Gaetano Trovato, che è anche il proprietario.  Questo ristorante è sicuramente tra i più apprezzati in Italia e, negli anni, ha ottenuto importanti riconoscimenti anche dalle guide di “Veronelli”, “Gambero Rosso” e “Espresso”.