Taggati con

fattorie di qualità magazine

La ricetta tradizionale dei Mondeghili

Il rinomato risotto alla milanese, l’ossobuco con o senza il risotto, la cassoeula, la semplice cotoletta ma anche la trippa (busecca) e, tra i dolci, il famoso panettone. I piatti tradizionali della cucina meneghina sono tutti abbastanza conosciuti, ma un’altra tipicità è certamente quella dei “mondeghili” che, dal 2008, hanno anche ricevuto la denominazione comunale.

Il nome, raramente usato al singolare, si è inserito nel dialetto milanese come conseguenza della dominazione spagnola ma la parola vera e propria deriva dall’arabo “al-bunduck”, poi trasformatasi nello spagnolo albondiga, quindi albondeguito e albondeghito. Furono proprio gli arabi, dunque, ad insegnare agli spagnoli a friggere queste polpette di carne trita che oggi conosciamo come “mondeghili”.

Bologna crocevia anche del gusto

Bologna è da sempre un nodo strategico in Italia. Lo è stata e o lo è dal punto di vista viario, sin dall’epoca dell’antica strada romana Emilia, all’attuale Autostrada del Sole, la prima ad essere realizzata nel nostro Paese (A1) e da cui partono quasi tutte le altre che si collegano con le principali città centro-settentrionali. E naturalmente lo è da quando esistono le prime linee ferroviarie, perché a Bologna si incrociano da sempre le coincidenze.

Questa città, il cui territorio risulta abitato da millenni, è tradizionalmente un crocevia culturale; non a caso qui è nata la prima università europea. E poi questa centralità del territorio bolognese non la si può che ritrovare chiaramente anche nell’ambito enogastronomico, grazie alla presenza della Pianura Padana, la più grande d’Italia e di tutta l’Europa meridionale. Considerando esclusivamente i prodotti Dop e Igp e, tra questi, solo quelli che interessano la città di Bologna, stiamo parlando di tante e importanti eccellenze che affiancano la squisita cucina locale, famosa per la pasta fresca e il ragù.

Le vinerie storiche di Firenze

Firenze è una città unica al mondo, la culla del Rinascimento ma anche una delle patrie del buon bere e del buon mangiare. Ed è sicuramente quella del fiasco di Chianti, perché il vino e la città fanno da sempre un’accoppiata perfetta, dai tempi dello sfuso che i vinattieri infiascavano direttamente per poi mescerlo ai clienti. E sono poi tantissime le fiaschetterie nate nell’Ottocento nelle “buche” (cantine) di qualche palazzo signorile, poi trasformate in trattorie tipiche.

Vinerie, fiaschetterie, bottiglierie, enoteche e moderni wine bar, oggi si moltiplicano tra le suggestive strade cittadine. Vari locali sono per turisti ma almeno altrettanti sono rivolti ad appassionati del buon gusto e della tradizione. Solo scorrendo l’elenco degli esercizi storici riconosciuti dal Comune, troviamo vere e proprie istituzioni.

I saltimbocca alla romana

La ricetta dei “saltimbocca alla Romana” realizza un piatto tra i più noti della tradizione gastronomica romana e italiana in genere, tanto da essere conosciuto in tutto il mondo e già menzionato nelle ricette dell’Artusi di fine ‘800. Il nome, come recita la “Treccani”, deriva “da saltare in bocca, cioè: vivanda appetitosa che salta in bocca da sé”.

Secondo alcuni originario del nord è in effetti a Roma che questo piatto ha trovato, nel corso del XIX secolo, la sua vera consacrazione. Dalle caratteristiche forse meno forti rispetto a molti dei suoi “colleghi di tavola” locali, esprime un sapore comunque deciso e gustoso ma è in grado di essere protagonista anche nei locali più raffinati.

Le vecchie bottiglierie di Milano

Milano è naturalmente una città ricca di enoteche, vinerie, wine bar e soprattutto di vecchie bottiglierie. Locali anche di grande fama sparsi per la città e nella zona dei Navigli, la rete di canali artificiali che ha per lungo tempo fatto la fortuna della città.

Dall’Ottocento

Tra le più antiche rivendite di vino, talvolta trasformate in luoghi privilegiati di degustazione, ne spiccano alcune particolarmente note. Innanzitutto la “Enoteca Ronchi”, fondata nel 1865. Nata come osteria rappresenta oggi un vero punto di riferimento a due passi da Sant’Ambrogio in Piazza Vesuvio 11, con un’ampia selezione di Champagne e anche di distillati per oltre 4mila etichette complessive. Nei suoi locali si svolgono degustazioni di vario tipo e corsi per aspiranti sommelier. Una sorta di paradiso al quale si accede quasi come in un club, essendo privo di vetrina su strada.