La Vigna di Sarah

Selezione e originalità sono alla base della produzione garantita dall'Azienda agricola “La Vigna di Sarah”, aperta nel 2010 sulle colline intorno a Vittorio Veneto. Sarah Dei Tos, la dinamica e appassionata titolare ...

I migliori locali in cui fare l’aperitivo a Milano

Dopo una giornata di duro lavoro, all’uscita dalla palestra oppure per iniziare una serata con le amiche: prendere l’aperitivo è sempre una buona idea, soprattutto a Milano. Qui l’happy hour è una vera e propria istituzione e un rituale a cui è impossibile rinunciare. Ma quali sono i migliori locali in cui gustare un bel bicchiere di vino o uno spritz? Scopriamolo insieme.

Aperitivo a Milano: stile e buon vino al Bicerin 

Il nostro viaggio attraverso l’aperitivo meneghino parte da un luogo unico e incantevole. Si tratta di Bicerin, un salotto stiloso e mondano in cui chiacchierare e rilassarsi dopo una lunga giornata. In questa enoteca-wine room nella zona di Porta Venezia troverete tutto ciò che vi serve per un happy hour a regola d’arte. Il concept del locale ha come scopo quello di farvi “sentire a casa”, per questo assomiglia a un salotto in cui stappare una bottiglia di vino e assaporare qualche delizia. Le etichette fra cui scegliere sono ben 800 e oltre alla cantina il locale offre anche assaggi sfiziosi come la cream cheese, il tarallo di Napoli e le cocotte di riso venere. 

Montalcino, il borgo che è meta del turismo del vino

In provincia di Siena, alla fine della Val d’Orcia e poco lontano dal Monte Amiata, Montalcino è un borgo straordinario. Una cittadella antica, che i più conoscono per un prodotto d’eccellenza: il Brunello di Montalcino, vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) tra i più noti e i più apprezzati d’Italia.

Montalcino, un borgo dalla storia antica

Abitato sin dall’epoca etrusca, Montalcino viene per la prima volta menzionato in un documento dell’814, quando l’imperatore Ludovico il Pio concesse all’abate dell’abbazia di Sant’Antimo il territorio di “sub monte Lucini”. Da dove deriva il suo nome? Alcuni vedono la sua origine in quel Mons Lucinus citato nel documento (in onore alla dea Lucina, o in riferimento alla parola lucus, piccolo bosco), altri la fanno risalire a Mons Ilcinus, traducibile in “monte di lecci”. In ogni modo, quel nome si è più volte trasformato sino all’attuale – e conosciutissimo – Montalcino. In epoca medievale, il borgo viveva prevalentemente dell’attività di conceria: vi erano molte fabbriche per la lavorazione del cuoio, qui, ma la grave crisi economica e demografica che colpì la zona portò ben presto gli abitanti ad abbandonare il territorio. A ridare a Montalcino la sua giusta importanza fu – nel tardo Medioevo – la via Francigena, la frequentatissima strada che i pellegrini e i commercianti percorrevano per raggiungere Roma da Firenze (e viceversa). Ma la tregua durò poco: al centro di conflitti e di sanguinose lotte (basti pensare alla diatriba tra Guelfi e Ghibellini), per ritrovare la pace e un’economia fiorente il borgo dovrà aspettare la seconda metà del XX secolo. Fu in quel momento, che si capì l’importanza della zona in cui Montalcino è immersa: una tra le più importanti aree vinicole d’Italia, i cui vigneti Sangiovese danno vita al celebre Brunello, al Rosso di Montalcino e al Sant’Antimo. 

Gin, un distillato molto trendy!

Strepitoso e amatissimo, il gin è uno dei distillati più famosi di sempre. Creato a partire da cereali come il granturco, l’orzo e il frumento, viene aromatizzato grazie a spezie, fiori, agrumi, bacche e ginepro, ma soprattutto ai botanicals scelti dal mastro distillatore, in grado di rendere unico ogni gin. 

Strettamente legato al territorio e frutto della fantasia del suo creatore, il gin riesce sempre a sorprendere, grazie a gusti nuovi e combinazioni esaltanti. D’altronde questo distillato di cereali non è altro che un piccolo capolavoro, frutto di un sapiente dosaggio degli ingredienti e di piccoli dettagli che fanno la differenza. E pensare che per secoli il gin è stato considerato il distillato più povero e semplice, bevuto nelle case dei proletari, mentre oggi è diventato una bevanda trendy

Farmer market nelle città: un nuovo modo per conoscere prodotti e produttori

Luoghi di incontro in cui riscoprire il passato ed entrare a contatto con i produttori locali, acquistando prodotti genuini e di qualità. Stiamo parlando dei Farmer market nati negli Stati Uniti e arrivati, ormai da diversi anni, anche in Italia, dove si stanno facendo sempre più spazio. 

Ormai è una certezza: i consumatori desiderano conoscere l’origine di ciò che comprano e consumano; dal vino agli alimenti, vogliono capire come viene prodotto e saggiarne la qualità. Il successo dei Farmer market deriva proprio da questo, hanno infatti la capacità straordinaria di porre al centro di tutto i prodotti e creare un filo diretto fra chi produce e chi consuma

Design e accessori d’arredo nei ristoranti e nei wine bar

Negli ultimi anni il consumo del vino in Italia è molto cambiato e i ristoranti, ma soprattutto i wine bar, sono diventati luoghi in cui si predilige il concetto di qualità rispetto alla quantità. Il nostro Paese è una delle nazioni in cui il vino ha un posto d’onore a tavola e dove vengono realizzati prodotti di altissima qualità, in grado di stuzzicare il palato e accarezzare l’anima. 

Il wine bar è il luogo in cui chi ama il vino (ma anche chi si approccia alla degustazione per la prima volta) deve sentirsi al sicuro, rilassato e in completo relax, godendosi le sensazioni che un buon calice può regalargli. Con il passare del tempo, seguendo l’evoluzione dei gusti e dei consumi, i locali sono molto cambiati e il piccolo bar sotto casa si è trasformato in una sofisticata vineria con una progettazione ad hoc per rendere migliore la degustazione e regalare un’esperienza unica alla clientela. La cura del design e degli accessori in un wine bar è importante almeno quanto la selezione dei vini. Va fatta con cura, prendendo in considerazione tanti elementi e senza lasciare nulla al caso.