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Trattorie romane da più di un secolo

Sono tantissime, e per tutte le tasche, le trattorie romane che preparano e servono i piatti più tipici di una cucina definita “povera”, fatta di interiora, tagli di carne meno nobili e, in genere, sapori “de ‘na vorta”: dalla carbonara e la amatriciana, passando per la trippa, i carciofi, la coda alla vaccinara, la pajata, la coratella, l’abbacchio e molto altro ancora. Per questo motivo abbiamo scelto di fare una selezione delle trattorie e osterie più antiche, tra quelle che hanno almeno più di 100 anni e che ancora cucinano rigorosamente piatti tradizionali romani.

La più antica è del 1518

Non si può che cominciare con il locale riconosciuto formalmente come il più antico della Capitale, vale a dire “La Campana”. Vanta una storia di 500 anni tra via della Scrofa e piazza Nicosia. Nomi importanti tra i clienti, dove spiccano Pasolini, Picasso, Guttuso, Fellini, Sordi, la Magnani, la Callas e sembra anche Caravaggio e Goethe. Ed è gestita dalla stessa famiglia da secoli.

Italia terra di sughi ma il re è il Ragù alla bolognese. Come farlo e dove mangiarlo

L’Italia è sicuramente la patria dei sughi e delle salse. Su e giù per lo stivale si susseguono infatti ricette gustose che abbracciano le varie tipologie di pasta: essiccata, fresca con acqua e farina, all’uovo, oppure ripiena. Si va dai sughi di carne a quelli di pesce, passando per i condimenti a base di verdure o misti, fino al semplice piatto napoletano con pomodoro fresco, olio, sale e basilico: la pasta “c’a pummarola ‘ncoppa”.

Tra le salse più popolari eccelle decisamente il Pesto alla genovese, tipico con le trofie (locale pasta di acqua e farina), a base di basilico genovese Dop, aglio, olio, parmigiano reggiano e pinoli. Una ricetta diffusissima anche se molti cultori, ammette il Consorzio del Pesto genovese, aggiungono anche fagiolini e patate lesse.