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Claudia Di Giacomi

Enoteca Lucantoni: passione e vita per il vino, fra degustazioni ed eccellenza

Un luogo in cui sentirsi a casa, un tempio del bere bene e un’attività che negli anni ha saputo trasformarsi e reinventarsi, guardando sempre al futuro. È l’enoteca Lucantoni, un locale romano che dagli anni Cinquanta è stato un punto di riferimento per tante persone pronte a scoprire nuove etichette, ad assaporare specialità alimentari e partecipare alle serate degustazioni con l’intervento dei produttori vitivinicoli. 

Abbiamo intervistato Stefano Lucantoni, proprietario di questa storica enoteca di Roma, che ci ha raccontato passato, presente e futuro di un’attività intrisa di passione, qualità e amore per il vino. 

Partiamo dalle origini: come nasce l’enoteca Lucantoni?

L’attività nasce negli anni Cinquanta come bottega di quartiere gestita da mio padre e i suoi fratelli. Da quel momento è sempre stata un’attività di famiglia. Io sono un ingegnere, ma terminati gli studi, dopo un po’ di tempo, ho deciso di cambiare strada. Nei primi anni Duemila la passione ha avuto la meglio, così ho lasciato il lavoro per dedicarmi alla gestione dell’enoteca.  

Oggi l’attività è molto diversa da quella degli anni Cinquanta. Abbiamo introdotto l’asporto e la vendita online, puntando sempre sulla passione e sulla cura del cliente. Abbiamo scelto di abbracciare la cultura del mondo del vino a 360 gradi, con una parte di mescita, tante etichette, corsi e serate di degustazione.

Enoteca Maggiolini, la forza di una passione fra degustazioni, corsi e grandi etichette

Enoteca Maggiolini, la forza di una passione fra degustazioni, corsi e grandi etichette

Giovanni Maggiolini, proprietario dell’omonima enoteca di Bareggio, ci racconta la sua attività fra grandi cambiamenti e l’amore per il vino

Una storia di coraggio, di passione e di grande fiuto imprenditoriale: l’Enoteca Maggiolini è molto di più di un’attività commerciale. Fra le sue mura si respira l’amore per il buon vino, ma anche la capacità di una famiglia di credere in un progetto e creare qualcosa di straordinario.

Fondata nel dopoguerra da Giovanni Maggiolini con i fratelli Giuseppe, Cesare e Carlo, oggi quest’enoteca di Bareggio è diventata nel tempo un punto di riferimento per chi è in cerca di vino di alta qualità, ma anche per chi vuole approcciarsi al buon bere.

Dal commercio dei vini sfusi, un passo dopo l’altro, l’enoteca Maggiolini è cresciuta, tramandata da padre in figlio. Così entrando si posso scoprire tantissime attività legate all’amore per il vino, come le degustazioni guidate, gli abbinamenti cibo-vino, i corsi Sommeliers e le collaborazioni con esperti e produttori enogastronomici. Tutto all’insegna della cultura del bere bene.

Siamo andati a conoscere questa realtà per scoprire come l’enoteca Maggiolini ha affrontato questo periodo denso di cambiamenti e quali sono le prospettive per il futuro. Ne abbiamo parlato con il signor Giovanni Maggiolini, proprietario e appassionato di vino che ha saputo investire e trasformare.

Il Vinaio: passione per il vino ed etichette uniche a Milano

Spazi accoglienti, scaffalature in legno e una passione per il vino che dura da oltre trent’anni. Siamo andati a Segrate (Milano) per scoprire i segreti de Il Vinaio, un’enoteca storica dove si respira l’amore per il buon bere e per la qualità, con una selezione di etichette che spaziano dai vini ai distillati sino allo champagne.

Un luogo accogliente in cui si respira un’atmosfera familiare e dove il signor Angelo Curci, titolare dell’enoteca, sceglie con attenzione, una ad una, le bottiglie da proporre ai suoi clienti: collezionisti e appassionati, ma anche curiosi in cerca di un consiglio e di un buon rapporto qualità-prezzo. È stato proprio lui a raccontarci la storia di questa enoteca, nata dal desiderio di condividere con gli altri il suo amore per le cose buone.

Cominciamo dall’inizio: come nasce Il Vinaio?

La nostra avventura inizia trentacinque anni fa dalla passione per il vino e dalla voglia di avere un’attività che potesse rappresentare questa passione. All’epoca l’offerta enologia italiana era diversa: c’erano poche aziende importanti e di alta qualità che si contavano sulle dita della mano.

Non è stato semplice dunque all’inizio capire che cosa offrire ai clienti. Poi con il tempo sono nate delle aziende in grado di riempire quel vuoto, mentre il fenomeno delle guide è stato utile per conoscere realtà enologiche che sino a quel momento erano rimaste nascoste.

Viaggio nel litorale toscano: da Bolgheri a Capalbio per una vacanza da sogno

Mare cristallino, sabbia finissima e parchi naturali: il litorale toscano da Bolgheri a Capalbio è un vero paradiso, fatto di angoli di straordinaria bellezza e panorami mozzafiato. Proprio dall’affascinante borgo di Bolgheri, nel cuore della Toscana, parte un viaggio alla scoperta di luoghi che catturano lo sguardo e rubano l’anima, fra vini di alta qualità, paesaggi unici e prodotti tipici tutti da gustare.

Il fascino di Bolgheri e Donoratico

Posizionato nell’entroterra della celebre Costa degli Etruschi, Bolgheri è un affascinante borgo in cui respirare l’autentica atmosfera bucolica, famoso anche grazie al poeta Carducci. Natura, relax ed enogastronomia si mescolano in questo luogo divenuto iconico grazie al suo Viale dei Cipressi, un simbolo della Toscana nel mondo.

Fra le strade di questo borgo suggestivo ci imbattiamo nell’enoteca Tognoni, tempio del gusto e custode dei sapori genuini del territorio toscano. Impossibile non fare una sosta per assaporare i crostini tipici, provare la selezione di affettati, i formaggi, la ribollita o i sott’oli casarecci. Il tutto accompagnato da un bicchiere di vino locale.

Il buon bere e l’arte del vino sono capisaldi del territorio bolgherese dove troviamo aziende e cantine straordinarie. Come la Tenuta Guado al Tasso dei marchesi Antinori, situata proprio vicino al borgo medievale, nell’alta Maremma. I suoi vigneti si estendono dalla costa tirrenica alle colline, regalando un vino morbido al palato, elegante e persistente, con note di frutti rossi, spezie e menta. Un capolavoro con tannini fitti e setosi, frutto di una vinificazione con raccolta manuale delle uve e selezione dei singoli acini.

Questo territorio accoglie anche Donna Olimpia, un’azienda che è una vera e propria istituzione, nata nel 1898 da un’intuizione di Guido Folonari, erede di una fra le famiglie storiche del vino italiano. Negli anni Duemila l’azienda ha iniziato a sviluppare un ambizioso e straordinario progetto enologico. La Tenuta Donna Olimpia è una proprietà di oltre 60 ettari con vitigni che comprendono Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Vermentino, Viognier e Petit Manseng.

Sulle pagine Instagram e Facebook dell’azienda si possono scoprire i vini prodotti come Orizzonte, un vino color rosso granato intenso con riflessi violacei da vitigno 100% Petit Verdot. Ha un profumo intenso, con note di frutti rossi come mirtillo, ribes e amarena, un sentore di pepe nero e viola. Il gusto è pieno, caldo e leggermente asciutto con un finale fruttato di mora e prugna.

Monte Amiata e l’alta maremma: una Toscana sconosciuta da scoprire

Con i suoi 1738 metri di altezza, il Monte Amiata è una fra le montagne più belle e suggestive d’Italia. Silenzioso e grandioso, sovrasta la Val d’Orcia e la Maremma, separando la provincia di Siena e quella di Grosseto. Ricoperta di vegetazione sino alla vetta, il promontorio regala vedute mozzafiato e paesaggi suggestivi, sia d’estate che d’inverno.

Fra le attività più belle c’è quella di osservare il panorama. Che sia ai piedi della Croce, per abbracciare con lo sguardo il lago di Bolsena e la Val di Paglia, o sulla vetta, per ammirare la Val d’Orcia. Sono tanti i percorsi da affrontare, camminando attraverso i sentieri e il sottobosco, fra prati e rifugi.

Una Toscana sconosciuta, tutta da scoprire, caratterizzata da panorami indimenticabili, da una Natura strepitosa, che regala prodotti tipici di altissimo livello. Proprio in questa zona, grazie a un clima particolare e a una cultura enologica eccezionale, viene creato un vino che non ha pari e che consente di scoprire, un sorso dopo l’altro, l’alta maremma e il Monte Amiata: una Toscana sconosciuta.