Vino, olio, storia e Lago di Garda. Ecco l’eccellenza veronese

Il Veneto è una terra di grandi vini che vanta 14 Docg e 28 Doc; una tra le aree di export vinicolo più importanti a livello internazionale, con una produzione di oltre 13milioni di quintali di uva, di cui oltre 8 sotto denominazione di origine, per decine di migliaia di ettari vitati. Abbiamo già scritto del Prosecco prodotto nel Trevigiano, lo spumante più venduto al mondo, ma anche il Veronese rappresenta un’area vitivinicola di considerevole importanza sia qualitativa che quantitativa, oltre che dalla tradizione molto antica (come tutto il Veneto).

La zona vicina al Garda è tra le più vocate. Anche per l’olio extravergine

Il territorio veronese conta numerose zone di produzione a denominazione di origine con ben 5 Docg e 14 Doc. Eccellenze tra le quali spiccano certamente quelle coltivate nei pressi del Lago di Garda, di origine glaciale e considerato il più grande in Italia, oltre che uno tra i più profondi. Sulle colline vicine insiste quindi la Doc “Garda“, con le uve Garganega accompagnate da internazionali, che è all’origine di vini molto apprezzati. I vitigni locali Corvina, Rondinella e Molinara caratterizzano invece la produzione nella zona occidentale del lago, a partire dal gradevole “Bardolino Superiore” Docg e dalla semplice Doc senza menzioni (fresca e profumata). Il nome si richiama al comune omonimo, dove le vigne sfruttano le miti condizioni climatiche e l’ampia varietà di terreni. “Costadoro” è un’azienda agricola e uno splendido agriturismo che produce notevoli “Bardolino” da rossi a chiaretti, aceto e grappa. Naturalmente intorno al lago e con la solita denominazione “Garda” (Dop dal 1997), si produce un ottimo olio extravergine di oliva (che interessa inoltre le province di Trento, Brescia e Mantova). “Costadoro” non delude nemmeno in questo ambito.

Sempre nell’area gardesana, quella meridionale, si colloca la Doc “Bianco di Custoza”, delicato prodotto a base di Trebbiano toscano e Garganega. Una tipicità dell’area nella quale si svolsero i famosi scontri tra il Regno di Sardegna e l’austriaco maresciallo Josef Radetzky, durante la I Guerra d’Indipendenza. Del resto, da queste parti, la storia italiana ha lasciato molte tracce; a meno di 30 km, simile discorso riguarda l’areale Doc del vino a base di uve Friulano “San Martino della Battaglia”. In questo caso ci troviamo in una frazione di Desenzano sul Garda, nella lombarda provincia di Brescia dove, nel 1859, Vittorio Emanuele II e Napoleone III sconfissero gli Austriaci.

Valpolicella: l’Amarone nato da un Recioto dimenticato nella botte

Solo un po’ più a est troviamo invece la Valpolicella, dove le uve Corvina e Rondinella si confermano protagoniste nella omonima Doc ma soprattutto in alcuni vini locali molto famosi; in primis l'”Amarone Docg, il grande e strutturato passito secco, capace di invecchiare per decenni e considerato uno dei più grandi vini “da meditazione” esistenti al mondo. E poi il “Recioto della Valpolicella” Docg, straordinario passito speziato, perfetto per la pasticceria secca e che la storia pone proprio all’origine dello stesso e pregiato Amarone. La leggenda vuole infatti che si trattasse di un Recioto rimasto in botte fino a diventare secco e “amaro”. Rinomato anche il “Valpolicella Ripasso” Doc, che si richiama alla pratica tradizionale di “ripassare” il vino sulle vinacce del Recioto o dell’Amarone, producendo una seconda fermentazione e ottenendo una maggiore struttura. Aperta nel 2013, l’azienda “Tenute Ugolini” lavora le vigne ai piedi del Colle di San Michele a Fumane e ospita una splendida e antica casa colonica. Grandi vini, soprattutto a base di Corvina e Corvinone, affiancati alla produzione di olio extravergine. In questa area olivicola insiste infatti un altro Dop, il “Veneto”, relativo alla sottozona della Valpolicella (poi c’è “Euganei”, “Berici” e “Grappa”).

Un’antichissima zona dedita alla produzione di vino

Nella parte orientale della provincia, in direzione di Vicenza e Padova, si sviluppa la zona vinicola del “Soave” (Docg nella menzione “Superiore”). Di origine vulcanica, è tradizionalmente basata sul vitigno autoctono a bacca bianca Garganega e sul Trebbiano di Soave. Il risultato è un vino elegante dai sentori tropicali e dalla buona freschezza e sapidità, adattissimo ai pesci di lago. In zona si produce poi l’eccellente passito “Recioto di Soave” (altra Docg) che prende il nome dalla “recia” (orecchia), dialettale definizione della parte più alta e meglio esposta (quindi con più zuccheri) del grappolo. Accanto allo storico Pandoro di Verona questo vino realizza un abbinamento tra i più classici. “Cantina del Castello”, l’azienda nata nei primi anni ’60 proprio nel borgo medievale di Soave, coltiva 13 ettari con risultati notevoli, conservati in una suggestiva cantina. Dalle loro uve nasce anche un eccellente Amarone della Valpolicella

Altre denominazioni

Il Veronese, sempre non lontano dal Lago di Garda, è comunque interessato da varie altre zone vitivinicole Doc. Ci sono quelle che sono condivise con il territorio della provincia di Vicenza: “Arcole” (a base di uve Garganega e internazionali bianche e rosse), “Lessini Durello” (con uve internazionali o con autoctona Durello nei bianchi). E poi quelle che coinvolgono altre zone venete: “Merlara” (originario della provincia di Padova), “Vigneti della Serenissima” (legato a varie province venete per vini a base di uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero) e, naturalmente, Prosecco.

Alcuni areali interessano invece più regioni come la suddetta “San Martino della Battaglia” e la Doc “Lugana” che parte dal mantovano (con uve bianche Trebbiano di Soave o di Lugana). Infine la denominazione “Valdadige Terradeiforti” che arriva fino al comune di Avio in Trentino e ricorre ad uve autoctone rosse Enantio e Casetta.