Quando i vini costano come una vacanza, a volte da sogno

I grandi vini non sono mai costati poco ma in certi casi possono raggiungere prezzi pari a quelli di una vacanza da centinaia o migliaia di euro. Persino da decine di migliaia di euro e, allora, la vacanza diventa decisamente da sogno. Ma l’acquisto di una bottiglia di vino rara, perché di una particolare annata, di una serie speciale, magari risalente a varie decine o persino centinaia di anni fa e possibilmente appartenuta a grandi personaggi storici, può rappresentare sia un investimento che uno status symbol per collezionisti.

Per non parlare delle vere e proprie pazzie, come quella legata al vino venduto recentemente ad un’asta di beneficenza a New Orleans, dove un misterioso collezionista del Mississipi, insieme ad alcuni amici, avrebbe pagato 350mila dollari (circa 300mila euro) per una bottiglia di Cabernet Sauvignon californiano del 2015. Però il mercato dei vini più costosi esiste e sembra far sognare in tanti.

Innanzitutto i francesi con le grandi annate di Bordeaux: lo Chateau Mouton o Chateau Lafite di Rothschild o Chateau Cheval Blanc del 1947 da quasi 100mila euro a bottiglia e ancora lo Chateau Margaux del 1787, forse appartenuto a Thomas Jefferson, che vola a quasi 170mila euro. E si prosegue con gli Champagne Dom Perignon, i Sauternes come lo Chateau d’Yquem del 1787 che supera i 73mila euro, i Pinot Noir della Bourgogne di Romanée Conti da oltre 20mila euro; insomma quelli delle etichette leggendarie, spesso anche protagoniste del cinema.

E poi ci sono anche i vini italiani; vini straordinari che ancora non raggiungono cifre da capogiro come quelle dei cugini transalpini ma che possono costare comunque svariate centinaia di euro. In giro per il mondo di classifiche se ne fanno tante ma noi ci affideremo ai dati che ogni anno sforna Wine-Searcher, vera e propria enciclopedia del vino on line che, a dire il vero, ne fa parecchie di classifiche e non solo in base al prezzo. Infatti ci sono quelle che catalogano i vini più popolari, quelle che mettono in fila le bottiglie che rispettano il migliore rapporto qualità-prezzo o ancora quelle legate al miglior punteggio della critica internazionale. Ed è evidente che alcuni di questi vini frequentano anche la classifica dei più costosi, soprattutto quando da forma di investimento diventano vere e proprie opere da collezione che nemmeno verranno mai stappate. Naturalmente la classifica si basa su una media dei prezzi disponibili perché il mercato registra oscillazioni continue.

In testa alla nostra classifica si trova per il 2017 il Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno che costa in media 860 euro, seguito da un altro Barolo, il Falletto Riserva di Bruno Giacosa che supera comunque i 700 euro. Seguono il Merlot Masseto, tra i simboli della Tenuta Ornellaia, ad oltre 600 euro, quindi il Brunello di Montalcino Riserva della Tenuta Greppo di Biondi e Santi, poco sotto i 500 euro, che precede di poco il Brunello Riserva di Case Basse di Gianfranco Soldera.  E ancora, tra gli altri, il Sangiovese Colore Testamatta di Bibi Graetz che resta ancora sopra i 400 euro e poi, sotto questa soglia, si collocano vini come il Vin Santo di Montepulciano “Occhio di Pernice” di Avignonesi o il Barbaresco “Sorì” San Lorenzo di Gaja, cantina che frequenta queste zone di classifica spesso e volentieri e con tanti vini. E ancora cantine e aziende di Amarone della Valpolicella, Ornellaia, Solaia, Sassicaia e così via dicendo tra le etichette da sogno. E’ un elenco che tende a cambiare rapidamente ma anche a ripetersi, con vini che salgono e scendono di qualche posizione ma che restano sempre nella zona della vetta. Basta vedere la classifica del 2016, dove il primo posto, tanto per fare un esempio, era stato assegnato alla stessa etichetta di Barolo arrivata prima nel 2017.