Le vinerie storiche di Firenze

Firenze è una città unica al mondo, la culla del Rinascimento ma anche una delle patrie del buon bere e del buon mangiare. Ed è sicuramente quella del fiasco di Chianti, perché il vino e la città fanno da sempre un’accoppiata perfetta, dai tempi dello sfuso che i vinattieri infiascavano direttamente per poi mescerlo ai clienti. E sono poi tantissime le fiaschetterie nate nell’Ottocento nelle “buche” (cantine) di qualche palazzo signorile, poi trasformate in trattorie tipiche.

Vinerie, fiaschetterie, bottiglierie, enoteche e moderni wine bar, oggi si moltiplicano tra le suggestive strade cittadine. Vari locali sono per turisti ma almeno altrettanti sono rivolti ad appassionati del buon gusto e della tradizione. Solo scorrendo l’elenco degli esercizi storici riconosciuti dal Comune, troviamo vere e proprie istituzioni.

I luoghi storici

Come “luogo storico di pregio” viene giustamente considerata la “Casa del Vino“, attività nata nella seconda metà dell’800 e da sempre in via dell’Ariento, a due passi dal Mercato di San Lorenzo, zona tradizionalmente ricca di vinai. Ottimi taglieri tipici e la schiacciata ripiena vengono abbinati a 900 etichette da tutto il mondo in una vera e propria bottega arredata in legno, all’interno della quale si respira storia ad ogni sorso.

La “Fiaschetteria Fantappiè” in via dei Serragli a San Frediano, non lontano da Palazzo Pitti, nasce all’inizio del ‘900 come mescita di vini. Qui fiaccherai (vetturini), scaricatori e carrettieri bevevano un buon bicchiere di vino e giocavano a carte. Nel 1947 subentrò la famiglia Fantappiè che oggi è in grado di offrire dal suo splendido bancone in marmo, ad una vasta clientela che comprende vari artisti, una selezione di etichette di vino e liquori ad alto livello.

Con più di mezzo secolo di storia

Numerose le realtà con più di mezzo secolo di storia. Tra queste spicca in via Gioberti, vicino a piazza Beccaria, un classico delle bottiglierie che risponde al nome di “Enoteca Bonatti“. Aperta nel 1934 da Pasquale Bonatti che acquistava damigiane o botti di vino nel Chianti (ma non solo) per poi infiascarlo direttamente, negli anni Sessanta questo locale vide ampliarsi la vendita di prodotti imbottigliati che oggi rappresentano un esempio di qualità e selezione a livello nazionale e internazionale, in particolare di vini francesi.  Pure alla “Enoteca Peri“, aperta nel 1963 (ma era già una fiaschetteria nel 1957) in via Maggio, a meno di 100 metri dal bellissimo Ponte Santa Trinità, il vino arrivava in damigiane da mezzo quintale. Oggi quella di Paolo Peri è un’altra tradizionale bottiglieria fiorentina specializzata anche nella vendita di oli e liquori.

Il Piccolo Vinaio“, a due passi da piazza della Signoria, è davvero un negozio minuscolo. Aperto nel lontano 1925 diventò rapidamente molto popolare tra i fiorentini. Ancora oggi è molto frequentato e consente piccoli spuntini, tra cui il tradizionalissimo lampredotto. Altro locale dalla lunga storia è “La Mescita“, sin dal 1927 collocato in quella zona universitaria che in passato era frequentata da contadini e barrocciai. Poi, nel corso dei decenni, l’attività si è specializzata come trattoria e panineria.

Un altro riferimento tra le bottiglierie locali è certamente “Enoteca Bussotti“, non lontano dalla Galleria dell’Accademia. Fondata nel 1937, cominciò da subito a vendere vino etichettato o già confezionato in fiaschi, senza dimenticare una buona selezione di liquori italiani. Con l’arrivo nel 1961 della famiglia Bussotti e l’ampliamento della cantina venne confermata la grande attenzione alle innovazioni, tanto che questa è poi diventata la prima enoteca on-line della città, davvero molto fornita. Nuovamente in San Lorenzo c’è “Fratelli Zanobini“, vineria aperta nel 1944, dove generazioni della stessa famiglia gestiscono una realtà vivace, adatta ai turisti come agli esperti, vista la grande professionalità e competenza dei titolari nello scegliere tra 2mila etichette di vino e nel proporre abbinamenti durante le degustazioni.

Ad essere definite “storiche” sono due altre attività: per prima l’Enoteca “Alessi” collocata in pieno centro vicino a Santa Maria del Fiore e che, dal 1952 e attraverso tre generazioni della stessa famiglia, consente un vero itinerario nel gusto. Originariamente negozio di dolci, dagli anni ’70 aggiunge prima l’enoteca e nel 2007 la mescita, vantando ben 2500 etichette nazionali e internazionali. E poi la “Fiaschetteria Vecchio Casentino“, a poca distanza da Palazzo Vecchio e dal Duomo, che nasce invece alla fine degli anni ’60 e si trova in un edificio quattrocentesco. Conserva l’aspetto della classica cantina sviluppata in verticale caratterizzata da un grande bancone per la mescita, dal quale si servono piatti tipici della gastronomia toscana.

Da non dimenticare

Ci sono altre realtà, forse più giovani ma decisamente molto note e che non possono essere affatto dimenticate. E’ il caso in particolare di “Enoteca Pinchiorri” nella centralissima via Ghibellina, diventato dai primi anni ’70 il tempio dell’abbinamento cibo-vino di classe. E questo grazie ad una cantina da 100mila bottiglie (la più ricca d’Italia) e ad un ristorante tra i più famosi al mondo con le sue tre stelle Michelin. E poi c’è “Le Volpi e l’Uva“, che si trova da oltre 25 anni proprio a due passi da Ponte Vecchio. Si tratta già di un vero classico a Firenze, dove degustare numerosi vini, in particolare italiani e francesi, spesso prodotti da piccole aziende; il tutto accompagnato da taglieri molto invitanti, anche in questo caso spesso con sapori transalpini. Aperto solo dal 2008 ma già molto noto è “Pitti Gola & Cantina“, piccolo locale che ha sostituito una vecchia libreria antiquaria proprio di fronte al noto Palazzo che fu residenza del Granducato di Toscana. Una gestione curata da giovani che offrono tante etichette e cucina tipica. Aperta ancora più di recente, nel 2009, “La Divina Enoteca” è un’altra realtà vicina al Mercato Centrale di San Lorenzo già diventata famosa. Ha preso il posto di uno storico negozio di generi alimentari all’interno di un palazzo ottocentesco e, della sua vita precedente, ha conservato varie opere, tra cui le vasche di marmo usate per l’ammollo del baccalà, realizzate dallo scultore Giovanni Tiglio. Panini e taglieri vengono bagnati da 500 etichette di vino, in molti casi di piccoli ed eccellenti produttori, non rinunciando inoltre ad un’ottima selezione di birre artigianali. Da non sottovalutare l’ampia scelta di distillati.