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Lamberto Vannucci: l’espressione del Montepulciano nel territorio di Atri fra storia, cultura e arti millenarie

Sapori intensi, una tradizione millenaria e una cultura tutta da scoprire, il territorio di Atri è un luogo magico, in cui la storia degli uomini si mescola inevitabilmente con quella dei vigneti che sorgono sulle colline. In questa striscia di terra, fra il maestoso Gran Sasso e le coste dell’Adriatico, è racchiuso un mondo fatto di amore e passione per la produzione del vino.

La cultura del vino e le arti millenarie nel territorio di Atri

Le colline teramane, con il loro microclima e la composizione particolare del terreno, offrono l’ambiente giusto per la crescita di rigogliosi vigneti, per realizzare un prodotto che regala straordinarie sensazioni organolettiche. I vini prodotti nella zona di Atri sono eccezionali, capaci di sorprendere qualsiasi palato, perché mescolano l’antica sapienza dei nonni e la voglia delle nuove generazioni di creare qualcosa di esclusivo e raro. Non a caso in quest’area si trovano numerosi prodotti DOC, DOCG e IGT.

Roma terra di prodotti Dop e Igp

La campagna e le colline romane non mancano di prodotti dell’agroalimentare di qualità. Tutto il Lazio, a dire il vero, è una terra ricca di eccellenze e vanta complessivamente 26 tra Dop (16) e Igp (11) che vanno dai vari territori di olio extravergine, ai numerosi formaggi, salumi, carni e insaccati, frutta e cereali.

Di queste 27 prelibatezze, ben 13 coinvolgono Roma e provincia. Escludendo ciò che riguarda più regioni contemporaneamente o interessa l’area romana solo parzialmente, possiamo individuare sei vere eccellenze tipiche e note in tutto il mondo.

La regola “Centorame”: solo uve autoctone e in purezza

Un contesto ambientale e storico suggestivo

Sono le splendide colline teramane ad ospitare l’azienda vinicola “Centorame”. Quella di Lamberto Vannucci è una realtà di assoluta eccellenza, nata dalla passione familiare alla fine degli anni ’80 in un contesto ambientale di rara bellezza. Stiamo parlando della Riserva Naturale dei Calanchi di Atri, i suggestivi solchi dovuti all’erosione dei terreni argillosi che sono anche oasi Wwf. Terreni vocati per la produzione vinicola, alla quale sono in grado di conferire un notevole ventaglio aromatico. E poi Atri, l’antica Hatria romana anche se già nota in periodo etrusco, successivamente importante ducato e oggi è una delle più significative città d’arte italiane, con uno spettacolo unico di chiese e palazzi.

Il Vulture, da vulcano a terra di delizie

Era un vulcano attivo centinaia di migliaia di anni fa

Nella zona nordorientale della Basilicata, in provincia di Potenza e all’incrocio con la Campania e la Puglia, si trova un’area di origine vulcanica dove su altopiani e rilievi montuosi si alternano borghi storici e castelli (tra i più noti quello di Melfi), boschi, torrenti, vigne, oliveti e castagneti. La vetta più alta (oltre 1300 metri) è proprio il vecchio Vulture, il vulcano inattivo da centinaia di migliaia di anni alle cui pendici il cratere ospita i due laghi di Onticchio, ricchi di sali minerali. Fanno parte dell’area vari comuni, in alcuni dei quali (Barile, Maschito e Ginestra) è ancora possibile sentir parlare in una lingua di origine greco-albanese o assistere a cerimonie cattoliche di rito bizantino (cultura arbereshe), a causa della grande immigrazione avvenuta nel XV secolo.

Ogliastra: dai paesaggi incontaminati ai Culurgiones

L’ex provincia di Ogliastra (dal 2016 accorpata a quella di Nuoro) è tra le zone più belle ed incontaminate della Sardegna. Il massiccio del Gennargentu occupa buona parte del territorio, i cui fianchi sono conosciuti storicamente anche come Barbagia (derivante dall’appellativo di “barbari” che i Romani assegnarono alle orgogliose popolazioni locali). Da qui e attraverso veri e propri monumenti naturali, si scende lungo le magnifiche coste rocciose (come ad Arbatax), ricche di suggestive calette sul Mar Tirreno tanto da garantire a questo territorio la definizione di “anfiteatro sul mare”. Ma ci sono anche spiagge sabbiose bellissime come a Lido di Orri e bianchissime come al Golfetto.

Una terra che è ricca di tutti i profumi e i sapori tipici di Sardegna ma anche di molti che sono specificamente locali. Proprio nel 2016, questi luoghi noti anche per la longevità degli abitanti, hanno infatti ottenuto la certificazione Igp per la locale pasta fresca. Si tratta dei “Culurgiones” (o Culurgionis) d’Ogliastra, una sorta di ravioli ripieni di patate e formaggio, arricchiti in base alle tradizioni dei diversi paesi della provincia, con menta e cipolla, oppure aglio, o ancora con quello che la regione vanta dal 2001 come altra certificazione Dop, il Carciofo spinoso di Sardegna. Ma ad Ogliastra la cucina tiene molto in considerazione tutti i sapori tipici, come quelli legati alle carni di maiale, di capretto e naturalmente di agnello (l’Agnello di Sardegna è Igp dal 2001), con tutte le ricette gastronomiche che prevedono l’utilizzo anche delle interiora.