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Emilia, i vini sui colli

L’Emilia e la Romagna

La tradizionale centralità geografica, storica e culturale dell’Emilia e del territorio bolognese si ripropone con la vasta gamma di prodotti agroalimentari tipici e, naturalmente, attraverso due vini Docg e una ventina di Doc protagonisti della significativa crescita dell’export vinicolo regionale. Produzioni che, quasi sempre, riportano la parola “colli” nella denominazione e all’origine di vini tendenzialmente freschi e non troppo pesanti, perfettamente abbinabili alle tradizioni gastronomiche locali.

Ed è sempre utile distinguere tra Emilia e Romagna, pur concentrandoci sulle colline bolognesi e su quelle comunque più vicine al capoluogo, che sulle zone vitivinicole della seconda, dove si trovano numerosi areali con uve e vini eccellenti. Per prima una delle due Docg regionali, l’“Albana di Romagna”, lo storico vitigno autoctono il cui nome deriva da albus – bianco,  particolarmente adatto alla produzione di vini passiti. E poi le Doc di “Bosco Eliceo” (dal ferrarese al ravennate), “Colli di Faenza”, “Colli di Rimini” “Romagna” (con il famoso vino Pagadebit, il cui nome dice tutto) e “Colli di Romagna centrale”. Inoltre ci sono il “Sangiovese di Romagna” e il “Trebbiano di Romagna”, denominazioni che finiscono per interessare anche alcuni comuni della provincia di Bologna.

Le vinerie storiche di Firenze

Firenze è una città unica al mondo, la culla del Rinascimento ma anche una delle patrie del buon bere e del buon mangiare. Ed è sicuramente quella del fiasco di Chianti, perché il vino e la città fanno da sempre un’accoppiata perfetta, dai tempi dello sfuso che i vinattieri infiascavano direttamente per poi mescerlo ai clienti. E sono poi tantissime le fiaschetterie nate nell’Ottocento nelle “buche” (cantine) di qualche palazzo signorile, poi trasformate in trattorie tipiche.

Vinerie, fiaschetterie, bottiglierie, enoteche e moderni wine bar, oggi si moltiplicano tra le suggestive strade cittadine. Vari locali sono per turisti ma almeno altrettanti sono rivolti ad appassionati del buon gusto e della tradizione. Solo scorrendo l’elenco degli esercizi storici riconosciuti dal Comune, troviamo vere e proprie istituzioni.

Le vecchie bottiglierie di Milano

Milano è naturalmente una città ricca di enoteche, vinerie, wine bar e soprattutto di vecchie bottiglierie. Locali anche di grande fama sparsi per la città e nella zona dei Navigli, la rete di canali artificiali che ha per lungo tempo fatto la fortuna della città.

Dall’Ottocento

Tra le più antiche rivendite di vino, talvolta trasformate in luoghi privilegiati di degustazione, ne spiccano alcune particolarmente note. Innanzitutto la “Enoteca Ronchi”, fondata nel 1865. Nata come osteria rappresenta oggi un vero punto di riferimento a due passi da Sant’Ambrogio in Piazza Vesuvio 11, con un’ampia selezione di Champagne e anche di distillati per oltre 4mila etichette complessive. Nei suoi locali si svolgono degustazioni di vario tipo e corsi per aspiranti sommelier. Una sorta di paradiso al quale si accede quasi come in un club, essendo privo di vetrina su strada.

Il culto dell’Osteria a Bologna

L’Osteria rappresenta un’idea che unisce da sempre la mescita del vino e la cucina casareccia; dunque un posto dove si tiene alla tradizione, che scommette sulla qualità ma nella semplicità. Secondo il Dizionario Treccani anche “ (…) locanda dove si poteva mangiare e trovare alloggio” ma, nel tempo, l’osteria è diventata definitivamente o quasi un sinonimo di trattoria, come “trattore” lo è ormai di “oste”. Tono più “modesto” rispetto al ristorante ma anche di “alto livello”, come dice ancora Treccani. In una città come Bologna, elementi ben noti a tutti.

Le influenze della Luna nel Vino

La Vigna di Sarah è da sempre legata alla Luna, a partire dal sito dei vigneti per arrivare alla vendemmia notturna.

Le Luna e la Terra, un binomio indissolubile, influenze dell’una sull’altra studiate dalla preistoria. Che cosa accomuna le maree, le fasi vegetative delle piante, il ciclo ormonale femminile o le nascite? La Luna, che ne detta il tempo scandendone le fasi.
Che si guardi all’oroscopo, alle quadrature stellari o alle usanze dei nonni, poco importa: da sempre la vita sulla terra ha ben tenuto in considerazione le fasi lunari in svariati ambiti, primo fra tutti l’agricoltura. La viticoltura e la vinificazione non fanno di certo eccezione!
Un esempio a noi vicino è la tradizione del Prosecco col fondo che narra che il momento migliore per imbottigliare questo vino sia nella prima settimana dopo Pasqua, con luna calante. Si dice che questa fase lunare primaverile sia la più adatta per vini freschi e dagli aromi floreali.