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I migliori locali in cui fare l’aperitivo a Bologna

Per festeggiare qualcosa di importante, per inaugurare il week end o rilassarsi: a Bologna c’è sempre una buona scusa per fare un aperitivo. Terra di sapori antichi e di ottimi vini, l’Emilia-Romagna offre moltissimo a chi ha voglia di godersi un po’ di meritato relax, gustando qualcosa di buono. Scopriamo insieme i locali migliori per un happy hour indimenticabile. 

Aperitivo a Bologna: un’ampia selezione di vini all’Enoteca al Risanamento

Fra le enoteche migliori di Bologna c’è senza dubbio quella del Risanamento. Ad accogliere i clienti un’atmosfera calda, ma soprattutto una cantina con oltre 2000 etichette. Qui troverete un’ampia selezione di vini, con uno sguardo alla tradizione, da gustare con piatti tipici toscani come la trippa e la ribollita, ma anche salumi italiani e formaggi. Cosa chiedere di più per un aperitivo?

Enoteca Dei Desideri: degustazione vini di altissima qualità

Un viaggio alla scoperta di vini unici, di tradizioni e di sapori del territorio: è questo quello che offre l’Enoteca Dei Desideri – votata dal Gambero Rosso come una delle 10 migliori enoteche di Roma, comparendo nel numero speciale “Gentleman Gambero Rosso” dedicato alla vendemmia di Via Condotti – con una degustazione dedicata a chi ha voglia di esplorare l’Italia in un bicchiere. Vini bianchi, rossi e bollicine: giovedì 17 ottobre, dalle ore 18.30, presso l’enoteca si terrà una degustazione dedicata ad appassionati e curiosi con tante etichette di altissima qualità e delizie da assaggiare a sorpresa. Il tutto al prezzo di 12 euro a persona. 

Un’iniziativa unica nel suo genere che nasce dalla passione dell’Enoteca Dei Desideri per il vino, ma anche dalla collaborazione con alcune grandi aziende: Cantina Offida, Azienda Santa Lucia e La Vigna di Sarah. Quest’ultima è un’azienda vitivinicola situata lungo la fascia collinare di Vittorio Veneto che ha convertito i suoi 16 ettari in biologico e punta da sempre sulla sostenibilità del territorio, producendo, fra l’altro, Grappoli di Luna, l’unico prosecco vendemmiato di notte.

Alla degustazione saranno presenti i rappresentati delle aziende produttrici insieme al personale dell’enoteca composto da Luca, Giampaolo, Fabrizio e Giorgia.

I migliori locali in cui fare l’aperitivo a Milano

Dopo una giornata di duro lavoro, all’uscita dalla palestra oppure per iniziare una serata con le amiche: prendere l’aperitivo è sempre una buona idea, soprattutto a Milano. Qui l’happy hour è una vera e propria istituzione e un rituale a cui è impossibile rinunciare. Ma quali sono i migliori locali in cui gustare un bel bicchiere di vino o uno spritz? Scopriamolo insieme.

Aperitivo a Milano: stile e buon vino al Bicerin 

Il nostro viaggio attraverso l’aperitivo meneghino parte da un luogo unico e incantevole. Si tratta di Bicerin, un salotto stiloso e mondano in cui chiacchierare e rilassarsi dopo una lunga giornata. In questa enoteca-wine room nella zona di Porta Venezia troverete tutto ciò che vi serve per un happy hour a regola d’arte. Il concept del locale ha come scopo quello di farvi “sentire a casa”, per questo assomiglia a un salotto in cui stappare una bottiglia di vino e assaporare qualche delizia. Le etichette fra cui scegliere sono ben 800 e oltre alla cantina il locale offre anche assaggi sfiziosi come la cream cheese, il tarallo di Napoli e le cocotte di riso venere. 

Montalcino, il borgo che è meta del turismo del vino

In provincia di Siena, alla fine della Val d’Orcia e poco lontano dal Monte Amiata, Montalcino è un borgo straordinario. Una cittadella antica, che i più conoscono per un prodotto d’eccellenza: il Brunello di Montalcino, vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) tra i più noti e i più apprezzati d’Italia.

Montalcino, un borgo dalla storia antica

Abitato sin dall’epoca etrusca, Montalcino viene per la prima volta menzionato in un documento dell’814, quando l’imperatore Ludovico il Pio concesse all’abate dell’abbazia di Sant’Antimo il territorio di “sub monte Lucini”. Da dove deriva il suo nome? Alcuni vedono la sua origine in quel Mons Lucinus citato nel documento (in onore alla dea Lucina, o in riferimento alla parola lucus, piccolo bosco), altri la fanno risalire a Mons Ilcinus, traducibile in “monte di lecci”. In ogni modo, quel nome si è più volte trasformato sino all’attuale – e conosciutissimo – Montalcino. In epoca medievale, il borgo viveva prevalentemente dell’attività di conceria: vi erano molte fabbriche per la lavorazione del cuoio, qui, ma la grave crisi economica e demografica che colpì la zona portò ben presto gli abitanti ad abbandonare il territorio. A ridare a Montalcino la sua giusta importanza fu – nel tardo Medioevo – la via Francigena, la frequentatissima strada che i pellegrini e i commercianti percorrevano per raggiungere Roma da Firenze (e viceversa). Ma la tregua durò poco: al centro di conflitti e di sanguinose lotte (basti pensare alla diatriba tra Guelfi e Ghibellini), per ritrovare la pace e un’economia fiorente il borgo dovrà aspettare la seconda metà del XX secolo. Fu in quel momento, che si capì l’importanza della zona in cui Montalcino è immersa: una tra le più importanti aree vinicole d’Italia, i cui vigneti Sangiovese danno vita al celebre Brunello, al Rosso di Montalcino e al Sant’Antimo. 

Farmer market nelle città: un nuovo modo per conoscere prodotti e produttori

Luoghi di incontro in cui riscoprire il passato ed entrare a contatto con i produttori locali, acquistando prodotti genuini e di qualità. Stiamo parlando dei Farmer market nati negli Stati Uniti e arrivati, ormai da diversi anni, anche in Italia, dove si stanno facendo sempre più spazio. 

Ormai è una certezza: i consumatori desiderano conoscere l’origine di ciò che comprano e consumano; dal vino agli alimenti, vogliono capire come viene prodotto e saggiarne la qualità. Il successo dei Farmer market deriva proprio da questo, hanno infatti la capacità straordinaria di porre al centro di tutto i prodotti e creare un filo diretto fra chi produce e chi consuma