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Ippovie nella zona di Bolgheri e della Maremma

Magica, bellissima e perfetta da scoprire a cavallo: la Toscana è una regione magica, ricca di ippovie. Esplorare questi luoghi a cavallo significa immergersi in un sogno, ritrovando il contatto con la natura e la terra, lontano dal caos della città, lasciandosi conquistare dalle meraviglie del paesaggio.

Le ippovie della Toscana si snodano lungo percorsi che toccano l’anima e colpiscono per la loro rara bellezza. Il ritmo lento delle passeggiate a cavallo accompagna il panorama mozzafiato, in cui si alternano bellezze dell’arte, campagne verdi e morbide colline ricoperte di vitigni che producono un vino di grande qualità. In sella al cavallo vi avventurerete fra borghi, castelli, strade bianche e boschi, respirando l’odore della tradizione e lasciandovi sedurre da paesaggi che riempiono gli occhi e seducono. 

Gli etruschi e il vino

Chilometri di spiagge, acque cristalline e una tradizione millenaria legata al vino: la costa degli Etruschi è tutto questo e molto altro, un mix di cultura, storia e bellezze naturali che tolgono il fiato. Il litorale toscano e l’Isola d’Elba sono il luogo in cui gli antichi popoli coltivavano l’uva e producevano un ottimo vino di cui ancora oggi viene preservato il segreto.

Pochi lo sanno, ma la storia del vino inizia proprio con gli Etruschi e, in parte, in Italia, dove questo antico popolo iniziò a produrre uve, mescolandole sapientemente. Vigne basse, senza sostegni, con tralci che si piegavano a terra consentivano di creare una bevanda dal gusto intenso e corposo, molto diversa da quella che conosciamo oggi. Con il tempo la produzione vitivinicola si è evoluta in queste zone, ma sempre nel rispetto della tradizione e di quel passato che non si dimentica.

Birre trappiste: ce ne sono solo dodici al mondo e una la producono a Roma

La birra ha origini antiche che vanno dagli Egizi ai Celti, passando per i Greci e i Romani. Se i monaci Benedettini hanno salvato la vite e la viticoltura nel Medioevo, quelli Trappisti (Cistercensi di stretta osservanza ispirati comunque alla regola benedettina) hanno salvaguardato e migliorato la cultura produttiva della birra. Ancora oggi quella prodotta nei loro monasteri è tra le più pregiate al mondo e, infatti, sono solo 12 le birre che si possono fregiare del marchio “trappista”.

Si concentrano soprattutto in Belgio, paese dalla grande tradizione di birre eccellenti, dove quelle “monastiche” sono ben sei (Westvleteren, Westmalle, Achel, Rochefort, Orval e Chimay), mentre ce ne sono sono due in Olanda (Zundert e La Trappe). Infine ne vantano una rispettivamente gli Stati Uniti (Spencer, nel Massachusetts), l’Austria (Engelszell), la Francia (Monts des Cats, nelle Fiandre Francesi) e anche l’Italia (Abbazia delle Tre Fontane, a Roma).

Le Colline del Chianti, paradiso del vino

Intorno a Firenze si sviluppano alcune delle aree vitivinicole più importanti della Toscana e dell’Italia intera. Dalle più rinomate a quelle meno note, si parla comunque di areali che rappresentano un vero e proprio paradiso delle uve.

Il primo pensiero vola inevitabilmente alle Colline del Chianti, rilievi di origine strutturale che si estendono tra le province di Firenze, Siena e Arezzo e che devono la propria fama in gran parte allo storico vino che proprio da queste zone prende il proprio nome. Stiamo infatti parlando di uno dei prodotti del made in Italy tra i più noti al mondo, per tanto tempo identificato dal tipico fiasco, vero e proprio simbolo locale. Milioni oggi le bottiglie prodotte e che vengono esportate in più di 130 paesi del mondo.

Viaggio a “Tenuta Mosole” dove adorano vinificare uve in purezza

30 ettari di vigneti e 220mila bottiglie: ecco presentata in pochi numeri l’azienda “Tenuta Mosole” a Santo Stino di Livenza, comune in provincia di Venezia che rientra nell’areale Doc “Lison Pramaggiore” e in quello Docg “Lison” (insieme ad altri comuni in provincia di Treviso e a quelli in provincia di Pordenone). E sono ormai decenni che questa azienda a conduzione familiare punta all’eccellenza attraverso un sistema di viticoltura in continuo aggiornamento e con un appassionato ricorso alla vinificazione in purezza delle tante uve coltivabili nell’area.

Santo Stino di Livenza, che prende il nome da Santo Stefano e dal fiume che gli scorre vicino, ospita una terra di origine alluvionale ricca di mineralità, dal clima temperato e ventilato, che si colloca nelle valli tra i fiumi Livenza e Tagliamento al confine con il Friuli. Proprio dalle sorgenti carsiche di quella regione nascono infatti i due corsi d’acqua che poi vanno a gettarsi nel Mare Adriatico.