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Bologna, la città delle “sfogline”

L’Emilia è la terra della pasta fresca e delle “sfogline”, le straordinarie artigiane che tirano a mano la sfoglia all’uovo. Ed è generalmente la città delle due torri ad essere riconosciuta come la patria degli antichissimi tortellini, l’ombelico di Venere, la cui paternità è contesa da secoli con Modena. Ma lo è anche delle tagliatelle, delle lasagne, dei cannelloni o dei passatelli. Senza dimenticare tortelloni, ravioli, gramigna e altro ancora.

Questa è una storia gastronomica tanto radicata che qui i laboratori artigianali della pasta sono spesso anche osterie. Oppure moderni punti di ristoro, veri e propri presidi “street food”. Del resto la tradizione della pasta sfoglia fa affiorare un po’ in chiunque l’immagine della massaia bolognese che tramanda l’arte di generazione in generazione, quella dalle cui finestre si diffondono i profumi inconfondibili dei tortellini in brodo o delle tagliatelle e le lasagne al ragù.

Le trattorie Milanesi

Le trattorie milanesi hanno abbracciato tre o più secoli di storia. Hanno vissuto il Risorgimento e quando sono nate non c’erano ancora state le due guerre mondiali; in alcuni casi non era ancora nata l’Italia e talvolta mancava persino la data della Rivoluzione Francese.

A Milano ce ne sono ancora tante aperte, attive e dove si mangia bene e classico. Ricette tipiche, ricerca della qualità e rispetto della tradizione sono gli elementi che le contraddistinguono.

Quando ancora non c’era l’Italia 

Cominciamo dalla “Antica Trattoria Bagutto” che di secoli ne ha visti ben otto dall’anno di apertura, il 1284. È la più antica trattoria italiana, tra le più antiche del mondo, la seconda in Europa. Si trova in zona Ponte Lambro e prende il nome addirittura da una parola di origine longobarda, berlochium, che indicava un “luogo dove si mangia”. E ai suoi tavoli pare si siano accomodati anche re, imperatori e lo stesso Napoleone. L’aspetto del locale come i piatti sono in gran parte figli della sua storia lombarda.
Di secoli non ne avrà visti otto ma il Ristorante “Boeucc”, nome che deriva dal buco o dalla bodega dove avveniva la mescita del vino, di cose ne ha da raccontare. Aperto nel 1696 durante la dominazione spagnola a Milano, si trova nel centro storico cittadino, nei pressi del Teatro alla Scala che, per la cronaca, è stato costruito quasi un secolo dopo.

Vini Sfusi Pampinella: la tua bottega del vino a San Giuliano Milanese

Il negozio Vini Sfusi di Pampinella è una bottega recente nata nel 2013, allorché Vincenzo con il proprio vicino di casa appassionato di vini aprono questa attività.

Poi col tempo rimane solo Enzo così chiamato dagli amici più intimi. Il locale già pieno di tante proposte sempre qualificate e sempre selezionate con grande attenzione da Vincenzo, si arricchisce sempre più.
Nel negozio, prevalentemente, ci sono tantissime selezioni di vini proposti nel bag-in-box, pratico per il vino quotidiano di tutti i giorni. Inoltre viene proposto anche un servizio di vetro a rendere per i clienti che usano quotidianamente il vino e magari vogliono assaggiare più tipologie.
Fornendogli gratuitamente le bottiglie di vetro e riempiedoLe dai bag in box con tante tipologie, i clienti possono davvero assaggiare e degustare tanti vini provenienti da molteplici zone d’Italia, con una spesa veramente modesta ma con molta qualità nel bicchiere.

Le aree vitivinicole della campagna romana

Sin dai tempi dell’Antica Roma, la città veniva rifornita di grossi quantitativi di uva e di vino.

Un approccio che nei secoli successivi ha spesso favorito la diffusione di vini leggeri e “beverini” e frenato la selezione delle uve di qualità e quindi la produzione di vini più ricercati. Ma il Lazio è oggi una realtà in crescita, protagonista di uno sviluppo anche qualitativo nella coltivazione e la cura di una settantina di vitigni, in particolare Malvasia, Trebbiano (o Procanico), Cesanese di Affile, Bombino bianco e nero e Aleatico. Grazie alla passione e agli investimenti di centinaia di cantine che hanno portato anche l’export fino ad una crescita a due cifre, siamo in grado di trovare, un po’ in tutto il territorio regionale, prodotti di ottima qualità.
Il Lazio vanta 3 zone Docg (Cesanese del Piglio, Frascati Superiore e Cannellino di Frascati), 27 aree Doc e 6 Igt che, sostanzialmente, si concentrano nei terreni vulcanici dei cosiddetti Castelli Romani e dintorni, nell’area sabina e nell’Alta Tuscia viterbese, ma anche nella provincia di Latina e in quella di Frosinone, dove aumentano le realtà in grado di mettere sul mercato prodotti interessanti.
Tra i vini più noti e riconosciuti della regione, al di fuori della provincia romana, ce ne sono alcuni che meritano una particolare attenzione, come quelli a base di Cesanese nell’area Docg “Piglio”, in provincia di Frosinone o i vini di Montefiascone. E ancora i vini dolci come l’“Aleatico di Gradoli”, storico passito ma anche aromatico vino del viterbese, e il riscoperto “Moscato di Terracina”, nell’area del Circeo.

La mortadella è quella di Bologna, ma non solo

Origini antiche

Profumata e appetitosa la “Mortadella di Bologna” rappresenta uno dei prodotti Igp dall’areale più vasto. Che sia nata a Bologna sono tutti d’accordo ma dal 1998 la si può produrre con marchio di certificazione da tante altre parti; non solo in Emilia Romagna ma anche in vari comuni del Piemonte, della Lombardia, del Trentino, del Veneto, delle Marche, della Toscana e del Lazio.