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Fattorie di Qualità: arriva la nuova app FQ Business che ti semplifica la vita

Fattorie di Qualità lancia la nuova app dedicata ai clienti business, con tante funzioni, vantaggi e un ampio catalogo enogastronomico. 

Un sistema semplice da usare e veloce, che consente di accedere a prodotti di alta artigianalità: Fattorie di Qualità lancia la sua prima app FQ Business. Si tratta di un progetto ambizioso, che ha come obiettivo quello di andare incontro alle esigenze di ristoranti, wine bar e negozi: un’app chiara, semplice e diretta per completare i propri ordini in pochi click.

Fattorie di Qualità, sempre un passo avanti

Da anni ormai Fattorie di Qualità è divenuto un punto di riferimento per chi è in cerca di prodotti enogastronomici di alta artigianalità. Il sistema consente agli attori del mondo Ho.Re.Ca di entrare in contatto con nuovi clienti, fornendo una vetrina prestigiosa in cui ordinare ciò che desiderano.  

La nostra è una missione, che oggi compie un altro passo avanti grazie ad un’applicazione che faciliterà le transazioni e la scelta dei prodotti, rendendoci ancora più riconoscibili nel settore.

La ricetta tradizionale dei Mondeghili

Il rinomato risotto alla milanese, l’ossobuco con o senza il risotto, la cassoeula, la semplice cotoletta ma anche la trippa (busecca) e, tra i dolci, il famoso panettone. I piatti tradizionali della cucina meneghina sono tutti abbastanza conosciuti, ma un’altra tipicità è certamente quella dei “mondeghili” che, dal 2008, hanno anche ricevuto la denominazione comunale.

Il nome, raramente usato al singolare, si è inserito nel dialetto milanese come conseguenza della dominazione spagnola ma la parola vera e propria deriva dall’arabo “al-bunduck”, poi trasformatasi nello spagnolo albondiga, quindi albondeguito e albondeghito. Furono proprio gli arabi, dunque, ad insegnare agli spagnoli a friggere queste polpette di carne trita che oggi conosciamo come “mondeghili”.

Bologna crocevia anche del gusto

Bologna è da sempre un nodo strategico in Italia. Lo è stata e o lo è dal punto di vista viario, sin dall’epoca dell’antica strada romana Emilia, all’attuale Autostrada del Sole, la prima ad essere realizzata nel nostro Paese (A1) e da cui partono quasi tutte le altre che si collegano con le principali città centro-settentrionali. E naturalmente lo è da quando esistono le prime linee ferroviarie, perché a Bologna si incrociano da sempre le coincidenze.

Questa città, il cui territorio risulta abitato da millenni, è tradizionalmente un crocevia culturale; non a caso qui è nata la prima università europea. E poi questa centralità del territorio bolognese non la si può che ritrovare chiaramente anche nell’ambito enogastronomico, grazie alla presenza della Pianura Padana, la più grande d’Italia e di tutta l’Europa meridionale. Considerando esclusivamente i prodotti Dop e Igp e, tra questi, solo quelli che interessano la città di Bologna, stiamo parlando di tante e importanti eccellenze che affiancano la squisita cucina locale, famosa per la pasta fresca e il ragù.

I saltimbocca alla romana

La ricetta dei “saltimbocca alla Romana” realizza un piatto tra i più noti della tradizione gastronomica romana e italiana in genere, tanto da essere conosciuto in tutto il mondo e già menzionato nelle ricette dell’Artusi di fine ‘800. Il nome, come recita la “Treccani”, deriva “da saltare in bocca, cioè: vivanda appetitosa che salta in bocca da sé”.

Secondo alcuni originario del nord è in effetti a Roma che questo piatto ha trovato, nel corso del XIX secolo, la sua vera consacrazione. Dalle caratteristiche forse meno forti rispetto a molti dei suoi “colleghi di tavola” locali, esprime un sapore comunque deciso e gustoso ma è in grado di essere protagonista anche nei locali più raffinati.

Prelibatezze del territorio fiorentino

La Toscana è notoriamente la culla di tantissimi prodotti enogastronomici certificati con le sue 16 Dop e le 15 Igp che comprendono salumi e insaccati, olio extravergine, formaggi, pane, dolci, cereali e molto altro ancora. Per non parlare delle 11 Docg e delle 41 Doc che identificano le zone di alcuni dei più grandi vini al mondo.

Firenze e dintorni vantano molte prelibatezze agroalimentari specifiche del territorio. Tra queste c’è l’“Olio del Chianti Classico” (Dop dal 2000) il cui areale è lo stesso del vino Docg, ad unire le colline tra  Firenze e Siena. Una terra da sempre caratterizzata dal susseguirsi ordinato di borghi suggestivi, vigne e oliveti i cui frutti viaggiano di pari passo ormai da secoli. Questo Olio Evo dal gusto deciso e lievemente piccante deve essere ricavato soprattutto da olive delle varietà “Frantoio”, “Correggiolo”, “Moraiolo” e “Leccino”.